Bisogna saper accettare le critiche caro l'assessore Belmonte. Il professore non ha affatto torto a dire che le rievocazioni storiche sono qualcosa di usurato. Bisogna fare autocritica e non edificare sull'ovvio come fa l'assessore. Baronti, uno dei massimi esperti di tradizioni popolari, ha voce in capitolo e dovrebbe essere ascoltato. L'unico insulto c'è stato è quello che Belmonte ha rivolto ai Senesi paragonando la Quintana di Foligno al loro Palio di Siena. Su una cosa Belmonte ha ragione: queste manifestazioni riflettono una sorta di cultura popolare delle nostre città, ma non ne mostrano un buon lato, anzi, palesano molti degli elementi deteriori della nostra socialitá e cultura umbre. Non è forse vero che la quintana sia tremendamente provinciale? Vogliamo negarlo? Fantini che abusano dell'epiteto di "cavalieri" che non hanno scrupoli a dopare cavalli o di fare altre scorrettezze e magheggi pur di vincere slealmente, in nome del successo cittadino/quintanaro. Che altro è questo se non provincialismo? La quintana è provincialismo: è la festa di una cittadina, vivibile, carina, Foligno, che si autoproclama "centro del mondo". Insomma, da folignate posso dire che Belmonte non doveva piccarsi, perchè Baronti ha detto solo la verità: la Quintana è provinciale e Perugia non ha bisogno di costruire ex novo una manifestazione provinciale che ha un gran senso a Foligno, ma che non lo avrebbe a Perugia.