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Cannara, lavoro nero nei campi: denunciato 39enne

Pubblicato il 26 Aprile 2022 15:22 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:05

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Una maxi multa da circa 20mila euro ed un differimento all’autorità giudiziaria. È quanto valso ad un 39enne marocchino già noto alle forze dell’ordine per aver fatto lavorare “in nero” per 40 euro al giorno i suoi uomini nei campi di Cannara. La storia parte da lontano, almeno dall’aprile dello scorso anno quando la polizia di Assisi aveva fermato due giovani di origine marocchina senza documenti ed irregolari sul territorio nazionale. Dopo accertamenti, è emerso che gli stessi prestavano lavoro agricolo “in nero” per un loro connazionale, residente da tempo a Perugia, e conosciuto nell’ambiente come “Giuseppe”. Stando alle ricostruzioni, il 39enne corrispondeva ai suoi “lavoratori” 40 euro lordi per l’intera e faticosa giornata di lavoro nei campi. E a quelli cui forniva anche un alloggio, detraeva 120 euro direttamente dalla paga. Sono stati poi gli appostamenti dei poliziotti a scoprire che l’uomo si recava quasi tutte le mattine nella zona antistante la stazione ferroviaria di Perugia per cercare soggetti in situazione di indigenza, clandestini o richiedenti asilo da “assumere”. Ulteriori accertamenti hanno quindi permesso di identificare oltre una decina di lavoratori extracomunitari impiegati dal 39enne o da suoi intermediari, per la lavorazione dei terreni e la raccolta dei prodotti agricoli nei campi vicini, come detto, all’abitato di Cannara e in altre zone di Assisi.

Pochi mesi dopo, e raccolti tutti gli elementi, i poliziotti ed il personale dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Perugia, hanno proceduto al controllo di un’azienda agricola proprio di Cannara dove sono stati trovati otto lavoratori extracomunitari “assunti” dal 39enne marocchino ed impegnati nella raccolta di cipolle. Gli accertamenti sulla loro posizione lavorativa si sono conclusi pochi giorni fa con la contestazione da parte dell’Ispettorato di numerose violazioni alle misure di contrasto del lavoro sommerso ed irregolare. Nel dettaglio, gli otto trovati sul campo sono risultati tutti formalmente assunti pochi giorni prima del controllo, ma in realtà sono state accertate irregolarità su prestazioni riferite a periodi precedenti: prestazioni “in nero” e quindi pagate senza mezzi tracciati. In un caso è anche emerso che uno dei lavoratori, pur svolgendo l’attività con formale assunzione, aveva richiesto il reddito di cittadinanza.

Tutte violazioni che, come detto, sono costate al 39enne marocchino sanzioni per 20mila euro ed il differimento all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 603-bis del codice penale.

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