-0.5 C
Foligno
giovedì, Gennaio 8, 2026
HomeEconomiaNel Folignate quasi cento imprese hanno abbassato la saracinesca nel 2020

Nel Folignate quasi cento imprese hanno abbassato la saracinesca nel 2020

Pubblicato il 10 Febbraio 2021 12:59 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:49

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Neve sulla montagna folignate: allerta gialla per ghiaccio e gelo

Dopo la coltre bianca che ieri ha avvolto gran parte della regione, la protezione civile ha diramato il documento di allerta per le giornate di oggi e domani a causa di temperature minime in sensibile diminuzione e gelate diffuse

Anche la fiera di San Feliciano torna in centro: appuntamento il 25 e 26 gennaio

Il tracciato proposto sarà lo stesso scelto per la fiera di Santo Manno: dai Canapè a via Santa Maria Infraportas, includendo anche via Nazario Sauro. Ugolinelli: "Speriamo di replicare il successo di settembre"

Il progetto della scuola dell’infanzia di Cantalupo che porta doni in Camerun

L'iniziativa ha i visto i piccoli alunni della frazione bevanate scegliere alcuni giocattoli tra i loro da consegnare ai bambini di alcuni villaggi del Paese africano, dove l'associazione "Omnes oltre i confini" opera per garantire la fornitura di acqua potabile

Sono quasi cento le imprese del Folignate che hanno abbassato la saracinesca nel 2020. A dirlo è la Confcommercio, con il presidente della sezione territoriale, Aldo Amoni, che spiega come siano “previste altrettante cessazioni nel breve periodo”. “I responsabili di ordinanze che hanno ridotto l’economia alla povertà dovranno pagare” dichiara quindi il presidente di Confcommercio Foligno, che entra nel merito del nuovo stop imposto agli esercizi commerciali dalla reintrodotta zona rossa. “La misura è colma – commenta -. Basta chiusure a singhiozzo senza, tra l’altro, risultati sperati visto l’aumento dei contagi”. 

Il numero uno dell’associazione parla di “scelte sbagliate che hanno messo in ginocchio le imprese, sempre più abbandonate a sé stesse”. Nuove chiusure che, secondo Amoni, hanno il sapore di una “beffa”. Sia perché arrivano a ridosso di San Valentino, evento che in qualche modo avrebbe potuto accrescere le vendite, sia perché sembrano entrare a gamba tesa in particolare su settori già martoriati dalla crisi. Tra questi, il presidente di Confcommercio ricorda quelli dell’abbigliamento, pelletteria, calzature e merceria per la casa che, loro malgrado, non hanno ricevuto – oppure in maniera ridotta – alcun ristoro. Con loro, poi, il settore enogastronomico ed alberghiero. “Le poche aperture – attacca Amoni -, comunicate senza giusto preavviso, sono frutto di decisioni sbagliate, dimostrazione – aggiunge – di mancanza di rispetto nei confronti delle imprese”. 

Un quadro rispetto al quale Aldo Amoni richiede l’attivazione immediata del ristoro cinque, la revisione della tariffa della Tari e l’allungamento fino al 30 settembre del 60 per cento del credito d’esercizio per gli affitti. Così come interventi sulle banche per modificare la valutazione delle imprese per il credito, l’annullamento della tassa di occupazione del suolo pubblico per il periodo estivo e l’annullamento della tassa sulla pubblicità. “Basta alle promesse mancate, alle prese in giro e alle chiusure sbagliate”, conclude il presidente Amoni, che, intanto, annuncia la convocazione, per venerdì, di una riunione delle associazioni di categoria del terziario. Un tavolo per stabilire quali azioni intraprendere verso chi “decide della vita delle imprese” e discutere possibili soluzioni.

Articoli correlati