25 C
Foligno
martedì, Agosto 11, 2026
HomeEconomiaJp Industries, i lavoratori vogliono incontrare Matteo Renzi

Jp Industries, i lavoratori vogliono incontrare Matteo Renzi

Pubblicato il 1 Ottobre 2014 16:51 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:15

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Successo per “Calici a Bevagna” tra le bellezze del borgo, buon vino e sapori del territorio

Giunto alla quinta edizione, l’evento dell'associazione Share organizzato per le serate di San Lorenzo, ha valorizzato i giovani ristoratori e le cantine locali in un percorso di gusto tra scorci suggestivi

Ennesimo incidente in via Feliciano Fedeli: coinvolte due auto

Lo scontro è avvenuto nel pomeriggio di lunedì all'incrocio con via Vici e via Antonio da Sangallo. Nell'impatto nessuna delle persone coinvolte ha riportato conseguenze gravi

La rassegna “7 giorni in montagna” e la “Sagra della lenticchia” animano l’altopiano di Annifo

Si parte oggi pomeriggio con il concerto d’archi a cura di UmbriaEnsamble. In programma fino a domenica 15 agosto eventi culturali, escursioni, mostre e convegni

I lavoratori della Jp Industries vogliono incontrare il presidente del consiglio Matteo Renzi. L’occasione sarà la visita del premier in Umbria il prossimo 4 ottobre, quando Renzi sarà a Terni e poi ad Assisi per le celebrazioni di San Francesco. Un altro gesto importante per i lavoratori, che lo scorso anno hanno incontrato anche Papa Francesco. I lavoratori iscritti o simpatizzanti al Pd della Jp si rivolgono quindi al segretario regionale Giacomo Leonelli, auspicando di «trovare un momento per scambiare opinioni sulle possibilità di sviluppo di questo territorio. Lo abbiamo fatto con il Santo Padre – dicono – e farlo con il primo ministro potrà essere anche più semplice». Gli operai ormai stanno usando tutto quello che è nelle loro possibilità per difendere il proprio lavoro: «La storia si ripete – dicono– e siamo di nuovo di fronte ai cancelli della fabbrica. La sentenza del tribunale di Ancona, l’empasse del governo. Il comportamento immobile delle banche e ora il datore di lavoro che vende macchinari e non solo quelli in eccesso, ma anche quelli che permetterebbero un minimo di produzione. Ci costringono a metterci davanti ai cancelli e a bloccare l’uscita delle merci. Ormai non solo la rabbia è il nostro maggiore sentimento, ma anche la rassegnazione. Vedere il tempo trascorrere e non trovare soluzione – concludono – lascia molto amaro in bocca ma l’impossibilità di trovare alternative di lavoro ci costringe ad attaccarci alla più flebile speranza».

Articoli correlati