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La compagnia Al Castello in scena, a Trevi, con “Il gabbiano” di Cechov

Pubblicato il 22 Novembre 2014 16:25 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:40

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Una casa di campagna dove la vita scorre con i suoi piccoli gesti e i suoi grandi drammi. Le emozioni, il dolore, l’amore che distrugge, il talento che travolge, la vita e le sue mille sfumature. Sul palcoscenico si alternano emozioni struggenti e la poesia del quotidiano, in un succedersi di eventi e di stati d’animo. L’insoddisfazione dell’amore incompiuto e il dolore di un amore sbagliato, la follia che affiora solo sussurrata e il peso insopportabile di un destino non voluto. Questo e molto di più è “Il gabbiano” opera di Anton Pavlovic Cechov, portata in scena dalla compagnia Al Castello di Claudio Pesaresi. Dieci gli attori sul palcoscenico che, diretti dallo stesso Pesaresi, rendono vivo il testo con eleganza e delicatezza. Dopo i tanti successi ottenuti in tutta Italia con “La Mandragola”, “Il Crogiuolo” e non solo, la compagnia folignate torna con una nuova performance. Forte, dolorosa e incredibilmente vera. Una messa in scena che è come un pugno allo stomaco per la sua drammatica veridicità. “Già dalla prima lettura de ‘Il gabbiano’ – spiega Claudio Pesaresi – mi è subito parso evidente che, per Cechov, il teatro non è un episodio saliente ritagliato dalla realtà e trasferito sulla scena, bensì lo svolgersi dell’esistenza quotidiana in cui si inseriscono anche avvenimenti insoliti, ma legati e incorniciati sullo sfondo del quadro intero: non una pagina isolata ma un capitolo inglobato nell’intero svolgimento scenico. L’azione – prosegue – si sviluppa da un antefatto e quindi si ricompone e si placa nella normalità di tutti i giorni e di tutte le esistenze. Tanto l’episodio insolito quanto la trama descrittiva, in cui questo si inserisce, sono resi in maniera altamente poetica e danno vita ad alcune tra le pagine più belle del teatro moderno. In questa chiave di lettura – conclude Pesaresi – lo svolgersi dell’esistenza quotidiana deve essere reso con assoluta verità per cui gli attori devono “vivere” sulla scena attingendo, dal loro bagaglio emotivo, situazioni analoghe così da raccontare, con le proprie esperienze, la vita del personaggio”. L’appuntamento è per domenica 23 novembre, alle 17, al teatro Clitunno di Trevi. L’opera verrà poi replicata il prossimo fine settimana: venerdì 28 e sabato 29 novembre alle 21,15 e domenica alle 17. Prezzi: platea e palchi centrali 10 euro (ridotto 8 euro); palchi laterali 8 euro (ridotto 6 euro); loggione (non numerato) 6 euro. La prevendita si apre tutti i giovedì precedenti gli spettacoli dalle 17,30 alle 19,30 presso la sede dell’associazione “Al Castello” a Foligno in via Niccolò Alunno n.34 (traversa di via Umberto I°) tel. 0742/342619. Per informazione prenotazioni 338.6610734 dalle 15 alle 20

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