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Giudice di pace, Amoni e Romagnoli chiedono l’esame in commissione controllo e garanzia

Pubblicato il 14 Gennaio 2015 17:41 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:12

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Si torna a parlare di giudice di pace nella città della Quintana. A riaprire la questione sono stati, questa volta, i consiglieri comunali Massimiliano Romagnoli per Amoni sindaco e Aldo Amoni per Obiettivo Comune, che hanno richiesto ufficialmente alla coordinatrice della Commissione controllo e garanzia di prendere in esame l’intera pratica relativa al mantenimento degli uffici giudiziari del giudice di pace, appunto, a Foligno. “Un provvedimento che si è reso necessario – scrivono i due consiglieri in una nota – dal momento che da molti cittadini e da diversi operatori del settore legale sono giunte segnalazioni, puntualmente riscontrate, di gravi difficoltà inerenti le cancellerie con l’impossibilità di procedere all’espletamento delle normali incombenze. Il Comune di Foligno – attaccano – nel momento in cui ha deciso, giustamente, di farsi carico del mantenimento in vita di tale ufficio, altrimenti soppresso dalla riforma, avrebbe anche dovuto porre in essere tutte le accortezze necessarie anche ad un corretto funzionamento della struttura, formando apposito personale e prevedendone un numero tale da garantire la copertura di assenze o malattie”. Amoni e Romagnoli rivolgono, quindi, un plauso agli operatori di cancelleria che – dicono – “tra mille difficoltà, stanno affrontando questa nuova esperienza. Altrettanto – proseguono – non si può dire dell’operato dell’amministrazione comunale e del sindaco che, oltre a vantarsi in campagna elettorale di mantenere aperto il presidio, avrebbe anche dovuto, con serietà, prevederne un corretto funzionamento”. Per i due consiglieri di opposizione “l’ufficio del giudice di pace rappresenta una garanzia di giustizia di prossimità per ogni cittadino e costituisce anche un piccolo volano economico per le attività intorno, oltre ad essere un luogo di lavoro per chi esercita l’attività legale e non solo. La sua importanza – ribadiscono – avrebbe dovuto portare il ssindaco a programmarne puntualmente il buon funzionamento ma la realtà ci dice – concludono – che, anche in questo caso, ha fallito nel suo operato, con gravi conseguenze per tutti i cittadini”.

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