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Fiera di San Feliciano: il bilancio (tra luci ed ombre) degli espositori

Pubblicato il 26 Gennaio 2015 15:51 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:06

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La tradizionale fiera di San Feliciano tra luci ed ombre. E’ questo il bilancio degli operatori e degli ambulanti che, come ogni anno, affollano la zona di Santo Pietro e del centro storico di Foligno per rinnovare la tradizionale fiera che colora la città in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono. E se i folignati non rinunciano mai al consueto giro tra le bancarelle, è altrettanto vero però che la crisi economica si fa sentire anche tra gli operatori ambulanti. C’è chi lamenta un giro d’affari decisamente in calo, chi invece conferma gli standard degli anni scorsi e chi, invece, lancia delle proposte all’amministrazione comunale per rendere più appetibile la fiera. “Nella giornata di domenica c’è sempre moltissima gente ed i prodotti locali che vendiamo hanno sempre un buon successo – spiega Vito Anelli, responsabile di uno stand alimentare proveniente da Bari – sono dieci anni che veniamo a Foligno e la vedo sempre ben organizzata. Certo, portarla tutta in centro le darebbe più lustro”. Ed è proprio il settore alimentare quello che sembra essere meno in crisi. “Il calo rispetto agli anni scorsi c’è – ammette Pierino Calabria, espositore alimentare che arriva da Assisi – ma nel mio piccolo le vendite vanno comune bene. Sarebbe importante non frazionare la fiera e farla solamente in centro”. Se l’alimentare “regge” il colpo, discorso diverso per altri settori. “C’è molta gente che però non compra – si lamenta Patricio Matango, venditore di cappelli artigianali – sono otto anni che faccio questa fiera ma noto un calo continuo. Portarla in centro non la renderebbe così dispersiva”. Ma non tutti gli ambulanti sono d’accordo. C’è chi infatti preferirebbe portare tutta la fiera fuori dal centro storico. E’ il caso di Pasquale Tirelli, operatore perugino che vende tappeti: “rispetto a cinque anni fa c’è un calo del 50% degli introiti, la gente ha paura – spiega – ma fare la fiera in centro sarebbe logisticamente sbagliato. L’ideale sarebbe quello di fare come a Perugia per la fiera dei morti, ovvero investire su un spazio ‘ad hoc’ per gli operatori, con animazioni varie a fare da corollario”.

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