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Firema, un’offerta italo-indiana per acquistare l’azienda

Pubblicato il 24 Giugno 2015 14:54 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:47

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Giorni decisivi in casa Firema, l’azienda specializzata nel settore meccanico-ferroviario con oltre 500 dipendenti tra Spello, Caserta, Milano e Tito (Potenza). Dopo le vicissitudini negative che si sono alternate nel tempo, infatti, sembrerebbe che si stia concretizzando un’ipotesi reale di vendita. O almeno questo è quanto emerso dall’ultimo tavolo al ministero dello Sviluppo economico del 23 giugno. In particolare, come riportato in un comunicato unitario a firma delle segreterie regionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e della Rsu di stabilimento della Basilicata, martedì sarebbe stata presentata una “proposta vincolante di acquisizione da parte di una nuova cordata di aziende internazionali: l’indiana Titagarh detentrice del 90% delle quote e l’italiana Adler con il 10 %”. Da quanto reso noto, inoltre, la nascente società avrà il nome Titagarh Firema Adler – Tfa. Intanto un nuovo appuntamento al Mise è già stato fissato. “Il 26 giugno ci sarà un incontro – dichiara Adolfo Pierotti, segretario regionale della Fim Cisl – Chiaramente un incontro che dovrebbe essere con tutti i crismi dell’eventuale accordo sindacale e della manifesta volontà da parte di questa società di proporci un piano industriale credibile per poter riavviare le fabbriche”. I tempi ad ogni modo stringono. Il 17 giugno infatti sono scaduti i termini di legge del commissariamento. “Non ci sbilanciamo troppo – sottolinea Pierotti – perché di sorprese fino ad oggi ce ne sono state tante, però dall’incontro di mercoledì sembra emersa la volontà di cominciare a fare le cose in modo serio con l’appuntamento in programma per venerdì. Anche perché – conclude – i tempi ormai non ci sono più, siamo off limits”. La Firema, infatti, allo stato attuale – scaduti i termini del commissariamento – si trova in una vacatio in cui il tribunale competente ha concesso qualche giorno di tempo per evitare il fallimento, ma con l’imperativo di trovare una soluzione quanto prima. Di certo c’è che il tavolo di venerdì al Mise sarà decisivo per le sorti dell’azienda, con l’auspicio che, finalmente, si possa mettere la parola fine a questa ennesima delicata vertenza.

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