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Sassovivo, dagli scavi anche reperti dell’età del Bronzo

Pubblicato il 6 Luglio 2015 11:35 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:40

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Un sito religioso e archeologico che, scavo dopo scavo, sta mostrando tutta la sua importanza storica. L’abbazia di Sassovivo, oltre ad essere importante centro culturale e di spiritualità per tutto il medioevo, costruito probabilmente sopra i resti di un’antica fortezza difensiva, ha portato alla luce monumenti funebri di grande interesse per gli storici, gli archeologi e gli antropologi. Grazie all’associazione “Amici dell’abbazia di Sassovivo”, il Comune di Foligno, l’Università La Sapienza, gli antropologi dell’università di Budapest e la Pontificia Università Gregoriana di Roma, mani e menti esperte hanno dato vita ad una sinergia proficua per il territorio che presto potrà ammirare gli antichi reperti che si trovano nelle prossimità dell’edificio. “Si tratta nello specifico – ha dichiarato la professoressa Maria Romana Picuti – di una fornace per la creazione di campane di bronzo, 3 tombe all’interno dell’abbazia, 8 monumenti funebri all’esterno e di una sepoltura multipla forse deposta in uno stesso momento a causa di una pestilenza. Ma durante gli scavi, è stato possibile anche trovare un reperto risalente all’età del Bronzo. Una vera e propria rarità per il territorio”. Gli scavi, tutt’ora in corso, hanno potuto chiarire alcuni dubbi storici e ampliare la conoscenza delle molteplici carte di Sassovivo, di cui solo 1700 pubblicate, e creare un vero e proprio sito di studi a cielo aperto. “La Pontificia Università Gregoriana – ha dichiarato il professore Ottavio Bucarelli – partecipa e ha scelto Foligno come prima esperienza didattica fuori dalle mura Aureliane per dare agli studenti la possibilità di formarsi sul campo grazie al contatto diretto con i monumenti. Da professore di archeologia cristiana e medievale ed epigrafia cristiana dico sempre che i monumenti sono dei documenti da leggere attraverso il ‘metodo stratigrafico’, che è il metodo dell’archeologia. Solo così, alla fonte classica e cartacea di archivio, si aggiunge il proficuo studio dei reperti”. Ma Sassovivo e la sua abbazia, non rappresentano solo la storia che rivive nel tempo. Oltre ad essere da 5 anni uno dei 58 edifici testimonianza di una cultura di pace dell’Unesco, è anche frutto di rapporti umani che, in completa sinergia, operano da più di un anno e continueranno a diffondere le proprie scoperte anche fuori dal territorio umbro. Venerdì 10 luglio è in programma un incontro a palazzo Trinci per rendere note le nuove scoperte alla presenza anche del primo cittadino Nando Mismetti e del vescovo Gualtiero Sigismondi. A ottobre la città di Foligno e gli scavi di Sassovivo saranno a Roma per una presentazione delle indagini presso la Pontificia Università Gregoriana. Per il futuro, gli studiosi e gli esperti del sito auspicano la messa in sicurezza delle nuove scoperte per favorire musealizzazione e delle ricostruzioni in 3D, oltre alla digitalizzazione delle carte medievali dell’abbazia. Solo così il sito potrà tornare ad essere fruibile, visitabile e non più dimenticato, come successo dopo il terremoto del 1997.   

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