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A Spoleto si parla di “Wildlife Economy”

Pubblicato il 5 Novembre 2015 16:00 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:34

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L’iniziativa si pone come obiettivo quello di coinvolgere più persone possibili, lungo un percorso di 5 chilometri, in un momento dedicato all’attività fisica all’aria aperta. Il prossimo appuntamento è in programma per domani (16 maggio) alle 8.30

Generare reddito e occupazione dell’ambiente e della fauna selvatica? È questo l’interrogativo a cui si cercherà di dare risposta venerdì 6 novembre a Spoleto. Alle 16 palazzo Leti Sansi ospiterà, infatti, un convegno-dibattito dal titolo “Wildlife Economy Montagna Spoletana”. Elaborato dall’esperto di biologia ambientale, Bernardino Ragni, il progetto si presenta come proposta applicativa di un saggio firmato dallo stesso autore, presentato in anteprima a Expo 2015 ed inserito nel dossier “Spoleto capitale italiana della cultura 2017”. “‘Wildlife Economy alias Nuovo Paleolitico alias Paleolitico 2.0’ – spiega lo stesso Ragni – è una filosofia-progetto che letteralmente significa ‘economia basata su quella parte di fauna selvatica tecnicamente gestibile, analogamente a quanto Homo sapiens faceva prima che inventasse l’agricoltura, in chiave moderna sostenibile’, applicabile in Umbria, in Italia e i qualsiasi altro luogo del Pianeta con terra, erba, alberi”. Al convegno-dibattito interverranno il presidente del Consorzio Bonificazione Umbra, Giuliano Nalli, e il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, promotori dell’iniziativa, ma non solo. Tra i presenti anche l’assessore spoletino all’Ambiente, Vincenza Campagnani, e il direttore del Consorzio, Candia Marcucci. Sono invitati a partecipare i sindaci della Valle Umbria Sud e quelli della Media Valnerina, le associazioni di agricoltori, quelle venatorie e ambientaliste, l’Associazione Amici di Spoleto, Fondazione Antonini, la Fondazione CaRiSpo, la Banca Popolare di Spoleto, le Casse dell’Umbria, Lions Club, Rotary, Fidapa, Con Spoleto, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Confindustria, Ordine Agronomi e Stakeholder.

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