23.9 C
Foligno
giovedì, Agosto 27, 2026
HomeCulturaPistoia Capitale italiana della Cultura 2017: ancora un "no" per Spoleto e...

Pistoia Capitale italiana della Cultura 2017: ancora un “no” per Spoleto e Terni

Pubblicato il 25 Gennaio 2016 16:33 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:43

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

A Maria Concetta Mattei va il premio “Dodici giornali sottobraccio” 2026

Il riconoscimento, istituito dalla famiglia Picuti e dall’Ente Giostra della Quintana, verrà consegnato il prossimo 7 settembre a palazzo Candiotti. Riconoscimenti anche a Giuseppe Cerasa e Fausto Cardella

La vendemmia dei “tre dieci”. A Montefalco anticipo, caldo e rese in calo, ma la qualità resta alta

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Paolo Bartoloni, fa un primo punto sull’annata 2026 rimandando a più avanti il giudizio definitivo. Raccolta anticipata già a metà agosto

Bonus libri di testo, a Foligno contributi per le famiglie con Isee fino a 15mila euro

Le famiglie potranno presentare la domanda a partire dal prossimo 7 settembre. La procedura è interamente digitalizzata e la richiesta dovrà essere inviata esclusivamente online

“Per la completezza del progetto, proiettato anche verso l’internazionalizzazione, la Capitale italiana della Cultura 2017 è Pistoia”. Sono queste le parole del ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini sulla decisione presa dalla commissione del Mibact. Un lavoro collegiale, che prosegue dal mese di giugno, con 24 candidature ridotte poi a dieci per il titolo del 2016. “Non c’è nessuno che demerita – ha detto il professor Marco Cammelli – e questo è un dato importante da dire subito, a conferma dell’utilità di questi processi effettuati quasi sempre continuamente grazie ad un puntuale lavoro di gruppo di cui ci assumiamo la piena responsabilità”. Ancora un no, dunque, per Terni e Spoleto che, dopo la nomina di Mantova a Capitale della Cultura 2016, speravano in una rivincita insieme alle altre sei città rimaste a secco. “Abbiamo accelerato il processo di scelta – ha sottolineato Dario Franceschini – per attuare un processo virtuoso per tutte le città, dal piccolo borgo ai centri più grandi. Il problema sarà come gestire le sempre più numerose candidature. Un po’ come per gli Oscar”.

 

Articoli correlati