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Foligno, Valle Umbra Servizi e Ati 3 sul biodigestore: “Impianto sicuro per l’ambiente e i cittadini”

Pubblicato il 8 Settembre 2016 19:14 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:21

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Un impianto di ultima generazione, che non brucia nulla, non lascia residui nell’ambiente e immette il gas direttamente nella rete. È così che il direttore di Ati 3, Fausto Galilei, ha presentato il biodigestore che dovrebbe esser realizzato a Casone entro la fine del 2017. E lo ha fatto nell’ambito della seduta della commissione controllo o garanzia, che si è tenuta giovedì pomeriggio a Foligno a palazzo comunale e che ha visto presenti, tra gli altri, anche tanti cittadini, intervenuti per conoscere meglio e nel dettaglio un progetto che, nel corso delle ultime settimane, ha sollevato tante polemiche e tanti dubbi. “L’obiettivo – ha spiegato il direttore della Valle Umbra Servizi, Walter Rossi – è chiudere il ciclo della raccolta dell’organico, ma l’attuale impianto è ormai obsoleto”. Tecnologie a parte, ciò su cui hanno puntato Valle Umbra Servizi e Ati 3 è stato anche lo standard di sicurezza che il biodigestore avrebbe. “Presenta un livello di tutela ambientale elevato – ha aggiunto Fausto Galilei – e guardando alla letteratura di questa tipologia di impianti non risultano incidenti né si segnalano conseguenze negative, a partire dall’emissione di cattivi odori. Si tratta di una struttura che comporterà vantaggi oltre che ambientali anche economici”. Insomma, per Ati 3 quella del biodigestore è ad oggi la migliore soluzione percorribile. “Il compostaggio domestico – ha spiegato il direttore Galilei a questo proposito – è da escludere. Le abitazioni private non sono adatte a questi processi anche per una questione igienica. Il rischio potrebbe essere infatti la diffusione di malattie infettive”. Certo è che l’entrata in funzione del biodigestore comporterà una raccolta dell’organico precisa e puntuale, come emerso nel corso dell’incontro, a cui la stessa Valle Umbra Servizi starebbe già lavorando. “In cantiere c’è già un nuovo piano – ha annunciato il presidente Maurizio Salari – che contiamo di approvare nella prossima riunione del consiglio d’amministrazione”. Un piano che prevede, in concreto, l’attivazione del servizio porta a porta anche per l’umido, procedendo quindi alla progressiva eliminazione dei cassonetti stradali. Un passo definito necessario, anche perché un’alta percentuale di impurità nei rifiuti organici impedirebbe il loro conferimento nel biodigestore. L’impianto – è stato detto – smaltirà i rifiuti dei Comuni dell’Ati 3 per un totale di 27mila tonnellate annue, che salirà a 40mila con il possibile conferimento da parte di altri Comuni limitrofi. Nel corso dell’assemblea, qualche scintilla è scoppiata quando il discorso è finito sulla questione dell’informazione e della partecipazione, punti su cui nelle scorse settimane sono arrivate numerose critiche, ribadite anche in commissione. Critiche a cui ha risposto il sindaco di Foligno, Nando Mismetti. “Forse si sarebbe potuto fare di più – ha detto – ma è anche vero che nel corso degli anni la questione è stata trattata in varie sedi istituzionali”. Il primo cittadino ha poi annunciato un nuovo incontro per la prossima settimana a Sterpete. Negli stessi giorni anche la commissione controllo o garanzia tornerà a riunirsi, chiamando questa volta a raccolta le associazioni ambientaliste che in passato ed anche recentemente hanno fatto sentire la loro voce sulla vicenda del biodigestore. Tra un incontro e l’altro, però, ci sarebbe anche l’ipotesi di costituire un comitato di controllo e vigilanza che supervisioni il progetto. Ipotesi che pare aver trovato il pieno appoggio anche del primo cittadino. Ma di primi cittadini in commissione, giovedì pomeriggio, ce ne erano due. Già perché il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, è anche presidente di Ati 3. “È stata una discussione costruttiva – ha detto prendendo la parola – che ha fatto chiarezza su vari punti e che in qualche modo ci ha visto tutti corresponsabili nella mancanza di un’informazione puntuale. Questa però è la strada da percorrere – ha proseguito – e la bontà del progetto è testimoniata dal fatto che 21 Comuni dell’Ati 3 su 22, di tutti i colori politici, hanno ritenuto opportuno sottoscrivere il progetto”. Ora però per Cardarelli è arrivato il momento di fare sul serio. “Dobbiamo spingere su controlli capillari per quanto riguarda la corretta differenziazione dei rifiuti e mettere in campo tutti i comportamenti più virtuosi, anche per far sì – ha concluso – che i cittadini possano usufruire di tariffe più basse nel pagamento della tassa sui rifiuti”.  

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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