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La strada dentro quattro mura. A Foligno una scuola di danza urbana

Pubblicato il 20 Dicembre 2016 12:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:30

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Hip hop, urban dance, freestyle, parkour. Il rimando alle strade dell’America degli anni 70 è quasi automatico e invece, siamo a Foligno. L’arte dell’adrenalina, dei giri sulla testa e dei salti sui muri, come viene spesso descritta dalla televisione, ha finalmente uno spazio in cui esprimersi. Uno spazio voluto e creato da Simone Sedevcic, classe 83, a cui la passione per questo genere di musica l’ha trasmessa il fratello maggiore fin da quando era un bambino. Uno spazio che cerca di riproporre fedelmente l’habitat in cui questa forma di espressione prende forma: la strada. Murales alle pareti, transenne, segnaletica che ricorda l’ambiente della metropolitana e lampioni catapultano chiunque entri dentro la scuola Dam, nata nel settembre 2015, in mezzo ai vicoli delle grandi metropoli. Dam (Dance Art Movement), è il nome dell’associazione impegnata a far conoscere questo tipo di arte sul territorio, che ha voluto creare un luogo ad hoc che permetta a chi ha questa passione di abbandonare la strada e condividere uno spazio comune. Quello a cui Simone e il suo staff, composto complessivamente da otto persone, hanno dato vita è un punto di riferimento per ragazzi di tutte le età, luogo di aggregazione e catalizzatore di energia, nonché generatore di tecnica e disciplina. Una vera e propria opportunità per non disperdere ciò che il corpo riesce a trasmettere con il movimento. Una disciplina che non si fonda su regole formalizzate ma che parte da ogni singola persona adattandosi a questa e traducendosi in uno strumento di espressione per il singolo da trasmettere e condividere con gli altri. Una dichiarazione di libertà insomma. La cultura dell’arte urbana non è ancora molto conosciuta ma piano piano anche la piccola realtà folignate sta contribuendo alla sua diffusione. “Sono circa una 80ina i ragazzi che frequentano la scuola – racconta Simone Sedevcic – ci sono persone di tutte le età, il più piccolo fin’ora è stato un bambino di 5 anni ma la curiosità verso questo mondo può nascere anche un po’ prima”. Se le origini di questa cultura sono da ricercare in ambienti dominati dalla discriminazione e dalle guerre fra gang, oggi il messaggio che attraverso questa disciplina si vuole trasmettere ai giovani è del tutto positivo. “Vogliamo far capire che ognuno di noi può parlare con il proprio corpo – continua Simone – senza alcuna forma di agonismo ma in un’ottica di condivisione e dialogo”. La scuola Dam si presenta come un’associazione sportiva, affiliata allo Csen e dunque regolarmente iscritta all’albo del Coni. Foligno accresce così il suo profilo sportivo inglobando  forme di espressione fino ad oggi meno esplorate e offrendo alla città nuove occasioni di aggregamento attraverso l’attività fisica. Cappellino in testa e un pò di fiato nei polmoni sono elementi sufficienti per intraprendere la strada dell’arte urbana. 

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