29.9 C
Foligno
mercoledì, Luglio 17, 2024
HomeCulturaA Trevi spazio all'arte con Virginia Ryan e "The art of migration"

A Trevi spazio all’arte con Virginia Ryan e “The art of migration”

Pubblicato il 10 Marzo 2017 15:09 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:54

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Ai domiciliari per spaccio di droga, evade: 21enne portato in carcere 

Inasprimento della misura cautelare per un giovane straniero che non ha rispettato il provvedimento a suo carico. Beccato in giro dagli agenti del Commissariato di Foligno, è stato deferito all’autorità giudiziaria: per il ragazzo si sono spalancate le porte di Maiano

Svincolo di Scopoli, Quadrilatero approva progetto definitivo. Melasecche ironico: “Storia da film”

La ricerca di ordigni bellici e di reperti archeologici si è conclusa positivamente, dando esito negativo. Prima del progetto esecutivo mancano ancora dei passaggi burocratici e, nel frattempo, l'assessore regionale punzecchia il centrosinistra

Montefalco perde un medico di base. Il Comune scrive all’Usl 2: “Disagi per i cittadini”

In una nota diffusa sui social, l'amministrazione interviene sulla fine della convenzione con il dottor Massimo Pucci. I dottori presenti nel borgo non riuscirebbero a coprire i pazienti rimasti “scoperti”

Sabato 4 marzo è stata inaugurata al Centro per l’arte contemporanea di palazzo Lucarini Contemporary di Trevi la mostra “Biografia plurale. Virginia Ryan 2000-2016”. Si tratta della prima rielaborazione sistematica dei materiali prodotti dall’artista australiana in più di 15 anni di familiarità con i paesi dell’Africa Occidentale, Ghana e Costa d’Avorio in particolar modo. In questo periodo l’artista ha sviluppato un corpus di opere ispirato a questa esperienza e, aiutata dall’antropologo dell’arte Ivan Bargna e dallo storico dell’arte Maurizio Coccia, a palazzo Lucarini si concilierà l’osservazione partecipante d’impronta etnografica con la funzione catalizzante dell’arte contemporanea. Al centro della ricerca di Ryan, il modo in cui la produzione e diffusione d’immagini, dall’arte alla fotografia ed alla pubblicità, contribuisce a creare la cultura e la memoria dei paesi nei quali ha vissuto e interviene nell’articolare le biografie e le relazioni delle persone che ha incontrato. Accanto a “Biografia plurale”, c’è anche il progetto “The art of migration”, inaugurato nello stesso giorno alla Pinacoteca comunale di Trevi. Si tratta di un laboratorio con il gruppo “MakeArtNotWalls/Italia”di alcuni profughi dell’ovest africano che Virginia Ryan sta portando avanti in collaborazione con il Comune di Trevi e l’associazione Arci Solidarietà “Ora d’aria”, per coinvolgere appunto alcuni richiedenti asilo del Guinea, Mali, Nigeria, Ghana e Gambia in attività di integrazione sociale e culturale. È un workshop a carattere esperienziale, in cui la condivisione della pratica artistica diviene per i rifugiati un mezzo per cercare di orientarsi nella nuova realtà sociale in cui vivono. Sarà possibile visitare la mostra fino al 25 aprile, data in cui sarà presentato anche il docu-film realizzato da Matteo Fiorucci e Bernardo Angeletti su “The art of migration” e il volume “Africa. Biografia Plurale. Arte Vita Bricolage nell’opera di Virginia Ryan”, edito dalla Casa Editrice Fabbri di Perugia.

Articoli correlati