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Tumore al colon, arriva dall’Umbria la speciale pinza per prevenire le recidive

Pubblicato il 14 Marzo 2017 14:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:52

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Un’innovativa pinza suturatrice con un sistema di lavaggio integrato per prevenire il ritorno del cancro al colon retto. È quella ideata da Fabio Rondelli, chirurgo in forza al San Giovanni Battista di Foligno, che ha così ottenuto il brevetto internazionale per la cura dei tumori al colon retto appunto. Originario di Gualdo Tadino, ma di stanza – come detto – all’ospedale folignate, il dottor Rondelli ha dato vita ad uno strumento che potrebbe salvare tante vite umane, impedendo di fatto eventuali recidive post intervento. In concreto attraverso la pinza suturatrice ideata da Fabio Rondelli è possibile effettuare una sorta di lavaggio, durante l’operazione, capace di ripulire l’intestino eliminando eventuali residui. Insomma, una scoperta definita “straordinaria”, vista l’alta frequenza con cui si manifesta soprattutto dopo i 60 anni di età, arrivando a colpire ogni anno circa 40mila donne e 70mila uomini. Secondo quanto reso noto dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, inoltre, si tratta del secondo tumore maligno per incidenza e mortalità dopo quello della mammella nella donna, e il terzo dopo quello del polmone e della prostata nell’uomo. Ecco perché la scoperta del chirurgo gualdese sta riscuotendo numerosi consensi e complimenti da più parti. Tra i tanti che si sono voluti congratulare con Fabio Rondelli per l’importante traguardo raggiunto e l’impegno mostrato sul fronte della ricerca scientifica, anche il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti. Il primo cittadino, attraverso una lettera indirizzata al chirurgo, ha voluto così esprimere le proprie felicitazioni e la propria soddisfazione.  

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