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Con suor Rosaria la Caritas di Foligno è arrivata al cuore degli italiani

Pubblicato il 20 Giugno 2017 13:24 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:10

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“Chiedilo a suor Rosaria, che a Foligno offre un pasto ed un letto a chi ha perso lavoro e famiglia”. Così recita il testo che accompagna la campagna nazionale di comunicazione 8×1000 della Cei che da diverse settimane, ormai, imperversa sulle tv nazionali, accendendo i riflettori sulla mensa della Caritas di Foligno appunto. Aperta 365 giorni all’anno, la “Taverna del buon samaritano” prepara e serve quotidianamente 120 pasti al giorno e può contare sul prezioso contributo di 150 volontari provenienti da associazioni, parrocchie ed anche aziende. Una struttura che vede in prima fila, dunque, un’intera comunità che giorno dopo giorno affianca ed assiste le suore che si occupano della gestione della mensa folignate. Una mensa che, oggi, accoglie licenziati, padri separati, senza fissa dimora, migranti, persone scoraggiate e disperate, alle quali – oltre ad un “piatto di pasta” – viene offerto anche ascolto. “Nel corso degli anni gli ospiti che vengono in mensa sono cambiati notevolmente – ha raccontato Mauro Masciotti, direttore della Caritas diocesana – perché si è passati da un periodo, fino a 10 anni fa, in cui venivano prevalentemente i senzatetto o persone di passaggio che chiedevano un pasto o il posto letto alla realtà odierna, fatta di famiglie o uomini soli che chiedono aiuto e sostegno. Le nostre attività – ha quindi sottolineato – vivono grazie al supporto delle persone di buona volontà e, soprattutto, dell’8xmille alla Chiesa cattolica, con il quale possiamo progettare tante attività e dare aiuto  alle famiglie in difficoltà”. Grazie alle firme, infatti, alla Caritas folignate sono stati destinati 40 mila euro per la ristrutturazione delle sale nel centro polivalente “San Giacomo” e 30 mila euro l’anno per la gestione ordinaria. “Dall’inizio della crisi, nel 2008, la città è sempre più solidale – ha proseguito Mauro Masciotti -. Così è stato possibile far crescere i numeri della mensa che oggi è un tassello dell’aiuto integrale di prossimità, su misura per chi viene accolto. Cuciniamo qui anche i pasti per le case-famiglia e molti cibi vengono dagli Orti solidali diocesani – ha detto -. Una grande realtà caritativa dove occupiamo persone in difficoltà e che i ragazzi visitano – ha concluso – per esplorare la fattoria didattica”.

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