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I borghi più belli d’Italia in Umbria puntano su residenzialità e turismo tutto l’anno

Pubblicato il 20 Luglio 2017 14:43 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:00

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Combattere la riduzione della residenzialità e il conseguente abbandono delle attività commerciali su un fronte e arginare la stagionalizzazione del turismo sull’altro. Sono queste le due strade su cui intende muoversi l’associazione “I borghi più belli d’Italia in Umbria”, che a Spello ha chiamato a raccolta le istituzioni locali e regionali e le aziende. Alla base dell’iniziativa l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea per finanziare progetti che puntano sull’incremento dei servizi e della tecnologia. Tutto questo attraverso un gruppo di lavoro che, come detto, prende le parti dalla sinergia tra il pubblico ed il privato. “I nostri centri antichi – ha dichiarato al riguardo Antonio Luna, presidente dell’associazione ‘I borghi più belli d’Italia in Umbria’ – dovranno diventare progressivamente i luoghi tecnologicamente più avanzati dell’Umbria. Nello stesso tempo – ha proseguito – vogliamo trovare la giusta formula per ‘monumentalizzare’ il paesaggio, strada che ci consentirebbe di aumentare la residenzialità”. Per il presidente Luna, infatti, “la sensazione di benessere che pervade il turista nel visitare i borghi umbri deve essere capitalizzata”, diventando motivo per costruire servizi di accoglienza di moderna concezione per la fruizione del paesaggio e favorendo, di conseguenza, una maggiore permanenza nelle strutture. Strategia che non sembra dispiacere alle aziende, che numerose hanno partecipato all’incontro spellano, come sottolineato da un soddisfatto Fiorello Primi, presidente del club “I borghi più belli d’Italia”. Come detto, però, al vertice erano presenti anche esponenti istituzionali come Andrea Smacchi, presidente della prima commissione della Regione Umbria. “I finanziamenti regionali per le manifestazioni sono in netta diminuzione – ha spiegato – la spending review non permette più al nostro Ente di dare contributi ma i fondi europei, messi a disposizione per la crescita della nostra Regione – ha concluso – sono a disposizione purché si lavori su progetti utili e innovativi”. 

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