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Maurizio De Giovanni conquista il cuore dei folignati

Pubblicato il 31 Luglio 2017 08:38 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:57

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Dalle risate delle prime battute, complice anche la cadenza partenopea che l’accompagna, al nodo in gola suscitato dall’ultimo toccante racconto. Quello “Scusi, un ricordo del terremoto dell’ottanta?” scritto dopo il sisma de L’Aquila per le antologie “Trema la terra”, e “Una lunga notte”. Maurizio De Giovanni è uno scrittore poliedrico, che sa spaziare con una facilità disarmante dal noir al racconto popolare, compreso quello sportivo, fino ad arrivare a quello che lui stesso ha definito un fanta-thriller. Un autore che colpisce non solo per la sua scrittura ma anche per la sua personalità, capace di trascinare il pubblico e portarlo con sé nella sua Napoli, là dove vivono e si muovono i suoi personaggi: dal commissario Ricciardi e il brigadiere Maione all’ispettore Lojacono e i Bastardi di Pizzofalcone, fino all’ultimo arrivato, l’antropologo Marco Di Giacomo, protagonista del primo e recentissimo romanzo della nuova saga “I Guardiani”. Quei personaggi che negli scorsi giorni hanno fatto tappa anche a Foligno, in quella splendida location che è Villa Candida, dove ad accoglierli c’era il pubblico delle grandi occasioni. In tanti hanno infatti risposto presente all’invito di Sara Ruffinelli, ideatrice della rassegna spellano “Passaparola…leggi, gusta, pensa”, e di Luigi Napolitano, presidente di Villa Candida e appassionato lettore delle opere firmate Maurizio De Giovanni. Due anime partenopee che si sono ritrovate sul piccolo palco allestito nella sede folignate della Tennis Training School e che insieme hanno dialogato come fanno due amici di vecchia data che si ritrovano dopo tanto tempo per raccontarsi e ricordare il passato. E nel farlo, hanno aperto la porta e dato il benvenuto a chi magari quel passato l’ha scorto divorando i romanzi di De Giovanni ma che, quella sera, l’ha decisamente vissuto sulla propria pelle. Magari vestendo i panni di un tifoso del Napoli in trasferta a Torino per la partita della vita in compagnia delle canzoni dei Cugini di Campagna in quel lontano 1986 oppure sentendosi un po’ come il protagonista del racconto – già citato sì, ma che ti prende allo stomaco e non te lo dimentichi facilmente – “Scusi, un ricordo del terremoto dell’ottanta?” che si ri-innamora ogni giorno, ogni anno, della sua Lucia. E ad accompagnare la magia di una serata folignate di mezz’estate, poi, la voce dei ragazzi della Compagnia Innunedo, e quella di Domenico Barone dell’Accademia degli Inquieti che per pochi minuti ha fatto vivere il commissario Ricciardi lì, nel giardino di Villa Candida, leggendo alcuni passi dell’ultimo romanzo “Rondini d’Inverno”. Insomma, esperimento più che riuscito per l’accoppiata Ruffinelli Napolitano, che ha regalato al pubblico di appassionati e curiosi un viaggio lungo 350 chilometri, da Foligno a Napoli, fatto di risate e sorrisi, momenti di riflessione e applausi finali. Purtroppo, senza bis. Anche se ci sarebbe stato decisamente bene.

 

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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