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Foligno, ad un anno dal sisma ancora tempi lunghi per la riapertura di San Feliciano

Pubblicato il 31 Agosto 2017 16:04 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:48

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Ad un anno dalla scossa del 24 agosto e a pochi mesi da quella del 30 ottobre, anche a Foligno si fa la conta di quanto fatto in questi primi 365 giorni sul fronte della ricostruzione post sisma. Il riferimento è, in questo caso, alle tante chiese danneggiate dalle scosse dello scorso autunno. L’attenzione è rivolta principalmente alla cattedrale di San Feliciano dove, però, vengono confermati lunghi tempi d’attesa prima della riapertura. La chiesa della Madonna del Pianto, quindi, continuerà a ricoprire il ruolo di procattedrale. Fino a quando, non è dato saperlo. Sebbene, infatti, la città di Foligno non rientri nell’area del cratere, “ci sono buone probabilità – spiega don Paolo Aquilini, vicario episcopale per i beni culturali – che i lavori che andranno fatti nella chiesa dedicata al santo patrono vengano gestiti direttamente dal Ministero per i beni e le attività culturali”. Resta l’incognita delle tempistiche, che però – come detto – non saranno celeri come avrebbero sperato i fedeli. Gli interventi da fare sarebbero diversi e potrebbero non esserci così tanti fondi a disposizione. Secondo quanto emerso andrebbe messa mano alla cupola, a una parte del tetto e all’abside, oltre all’inserimento di catene nella navata centrale. Ma la cattedrale di San Feliciano non è l’unica chiesa che richiede un intervento di recupero. Si rendono necessari lavori anche nelle strutture di Santa Maria Maggiore a Spello, in quella folignate di San Francesco ed in quelle di Sant’Eraclio e Colfiorito. In quest’ultimo caso, mancherebbe per così dire l’intervento definitivo, dal momento che la messa in sicurezza della chiesa della frazione folignate era già stata effettuata in vista delle passate celebrazioni pasquali. Le quattro strutture citate, comunque, verranno rimesse a nuovo nel giro di poco tempo, grazie ai fondi stanziati dalla Cei ed in particolare dall’8×1000. Ogni singolo intervento, comunque, non supererà i 300mila euro. I lavori nelle chiese di Scopoli, Maceratola e Santa Maria Immacolata, invece, avranno un importo complessivo di 300mila euro. Anche in questo caso, la chiusura del cerchio dovrebbe essere imminente.

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