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Fiumi inquinati, a palazzo Donini si apre il tavolo tecnico su Bevagna

Pubblicato il 6 Dicembre 2017 17:01

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A spiegare la strada intrapresa dal Comune l’assessore Ugolinelli: “Affideremo le due ore pomeridiane per ripristinare l’orario delle 15.30, mentre per la gestione esterna si pensa all’anno educativo 2027/2028”. I sindacati continuano a chiedere chiarezza sulle assunzioni

Si insedierà giovedì 7 dicembre, alle 12, nella sede dell’Assessorato alle politiche ambientali il tavolo tecnico chiamato a discutere dell’inquinamento dei fiumi della Valle Umbra. Dopo l’appuntamento delle scorse settimane, infatti, i soggetti intervenuti all’assemblea pubblica di Bevagna si ritroveranno in Regione per capire cosa fare e come farlo. “Siamo stati invitati al tavolo di lavoro – ha annunciato infatti il sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa -. Ora si dovrà dire con chiarezza quali problematiche ci sono, fare una mappa della valle attraversata dal Clitunno, Teverone, Timia, delle aziende, delle industrie e delle attività artigianali, per capire dove sono i difetti, se i depuratori sversano correttamente, se le fogne sono allacciate ai collettori, se le acque bianche sono separate dalle nere”. La speranza del primo cittadino bevanate è quella di dare il via ad un “iter virtuoso che nel giro di pochi anni dovrebbe portarci a rivedere le acque dei fiumi chiare come quelle del Topino”. E se l’amministrazione guidata da Annarita Falsacappa si dice fiduciosa sul lavoro che verrà fatto a partire dalla giornata di giovedì, altrettanto non si può dire dei cittadini, che rimproverano all’Ente di palazzo Donini di non aver dato per anni le risposte desiderate e di aver lasciato ingigantire un problema che ora richiede una volontà unanime di cambiamento e soprattutto un finanziamento che vada ad incidere sulla pulizia del letto dei fiumi, sulle ripe e sul sistema fognario di tutti i paesi che insistono sulla valle. Ma i progetti per il futuro sono anche altri. Almeno nelle intenzioni del Comune di Bevagna che, accanto alla risoluzione del problema dei fiumi inquinati, spinge anche perché si concretizzi la realizzazione di un parco fluviale che da Cannara arrivi fino a Spoleto, “ravvivando una valle – concludono da Bevagna – che possiede un’infinità di ricchezze”.

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