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“In modo giusto”, a Spoleto presentazione del libro su cure palliative e medicina narrativa

Pubblicato il 4 Maggio 2018 16:10

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In modo giusto è il titolo del libro che Marta De Angelis e Paolo Trenta presentano alla sala Pegasus di Spoleto sabato 5 maggio alle 16. Marta De Angelis è una palliativista che lavora all’Hospice di Spoleto e nelle cure domiciliari, Paolo Trenta è il presidente dell’Osservatorio di Medicina Narrativa Italiana e si occupa della formazione di professionisti della cura. Il libro è strutturato in due parti, nella prima Paolo Trenta esamina dapprima come le società e le culture abbiano affrontato il tema della morte, del limite estremo e della finitudine della condizione umana illustrando come questo tema abbia impegnato da sempre l’uomo che è l’unica specie vivente che abbia la consapevolezza della suo destino limitato nel tempo. La nostra società definita da alcuni sociologi anglosassoni ”postmortale” affronta la propria condizione nascondendola, evitando anche di parlarne, ritenendola inopportuna, viene rimossa dalla coscienza: la parola è impronunciabile è quasi un tabù e la sua gestione viene affidata alla medicina e alle sue strutture. La medicina però è pensata e costruita per riparare e guarire, in questo è diventata molto brava, ma quando non può guarire dimostra tutta la sua impreparazione ad affrontare quella che per essa è considerata una sconfitta. La medicina narrativa, una pratica clinica basata sulle narrazioni delle persone malate della propria esperienza di malattia, sull’ascolto e sul dialogo, integrata con le cure palliative che sono quelle cure che curano e leniscono anche quando non si può più guarire, viene presentata nella ultima parte della prima sezione del libro come una possibile strada per un fine vita dignitoso, scelto, condiviso e non imposto da procedure serializzate e standardizzate e spesso disumane in condizione di angosciosa solitudine. Nella seconda parte Marta De Angelis introduce alla storia e alle basi teoriche delle cure palliative ed evidenzia come esse, se tempestive, possano costituire un approccio che prenda in carico globalmente il paziente e la sua famiglia, non solo quindi gli aspetti fisici, ma anche quelli emotivi, culturali, spirituali e sociali. Cure palliative che non devono intervenire quando non c’è più niente da fare, ma che devono iniziare precocemente ed integrarsi al momento giusto con le cure tradizionali. Il libro termina con delle storie, vere, di esperienze di medicina narrativa e cure palliative integrate nell’hospice e nel distretto di Spoleto. Il libro viene presentato dalla giornalista Antonella Manni, dalla filosofa e psicologa clinica Paola Bianchini, interverrà l’assessore regionale alla salute Luca Barberini.

 

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