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Foligno, l’ex Ebm chiuderà a dicembre: accordo su trasferimenti e licenziamenti

Pubblicato il 7 Agosto 2018 11:31 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:47

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Lo stabilimento Ebm di Foligno chiuderà il 31 dicembre prossimo e il destino dei circa 60 lavoratori che vi operano è ormai segnato. In questi giorni stanno, infatti, arrivando le lettere che il gruppo Althea – che dal primo luglio scorso ha assorbito l’azienda folignate operante nel campo del biomedicale – ha inviato ai dipendenti della città della Quintana. Lettere contenenti la proposta di trasferimento, alle quali andrà data risposta entro il 31 agosto prossimo. Chi accetterà il trasferimento nella sede di Roma potrà continuare a lavorare per l’azienda, chi invece rifiuterà la proposta dovrà fare i conti con il licenziamento. Si mette così un punto ad una vicenda che ha fatto tanto discutere nelle scorse settimane, sollevando le proteste di un’intera comunità, che ora è costretta a dire addio ad un altro importante tassello del comparto economico. E proprio in virtù della riorganizzazione aziendale e la conseguente chiusura dei cancelli folignati, lo scorso 12 luglio il gruppo Althea e le rappresentanze sindacali maggioritarie si sono incontrate per definire l’accordo collettivo. Un accordo attraverso il quale i sindacati sono riusciti a strappare tutta una serie di condizioni che – secondo quanto si apprende -, pur nella drammaticità della circostanza, sarebbero state accolte favorevolmente dai dipendenti. Chi, infatti, sceglierà di interrompere il rapporto lavorativo, optando per il licenziamento, usufruirà di altre tredici mensilità con decorrenza dal primo gennaio prossimo – rispetto alle sette proposte inizialmente da Althea – e su due anni di Naspi, ossia l’indennità mensile di disoccupazione. Per chi, invece, accetterà il trasferimento che sarà effettivo dal primo ottobre, l’azienda ha previsto – così come riportato nella missiva inviata ai lavoratori – un’indennità di trasferimento di 720 euro mensili (lorde) per un tempo massimo di 18 mesi, un rimborso delle spese di trasloco fino a 3mila euro ed un ulteriore incentivo di due mensilità al termine del primo anno trascorso nella nuova sede. Prevista anche un’opzione per chi, dopo aver accettato il trasferimento, dovesse cambiare idea. La nuova decisione andrà comunicata entro il 14 dicembre e una volta scattato il licenziamento il dipendente avrebbe diritto a sette mensilità rispetto alle tredici previste per chi opta subito per l’interruzione del rapporto di lavoro. Resta da capire, ora, quanti dipendenti accetteranno il passaggio alla nuova società – le stime parlano di un’esigua minoranza – e quanti, invece, rinunceranno all’impiego. Così come resta un po’ di preoccupazione sul fronte dei servizi offerti all’utenza. Intanto per la giornata di domani è previsto un vertice tra l’assessore regionale alla sanità e welfare, Luca Barberini, e l’azienda, seguito il giorno dopo da un incontro con i lavoratori.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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