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Foligno e il primo bombardamento del ‘43, Manlio Marini: “Il ricordo è ancora forte”

Pubblicato il 21 Novembre 2018 15:21 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:27

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Ricordare perché il passato non si faccia più presente. È questo il motivo per cui, anno dopo anno, data dopo data, si celebrano i momenti più bui della storia d’Italia. Ed uno di questi, Foligno lo vivrà tra poche ore.

Giovedì 22 novembre, infatti, la città si fermerà per ricordare il 75esimo anniversario del primo bombardamento, avvenuto nel 1943. E come da consuetudine lo farà con una cerimonia che prevede, alle 10.30, la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti in piazza Don Minzoni. Un momento che vedrà presente il picchetto del Centro di selezione e reclutamento nazionale dell’esercito. Alle 11, poi, nella sala consiliare di palazzo comunale interverranno il comandante della caserma Gonzaga, il generale di brigata Emmanuele Servi, e il sindaco di Foligno, Nando Mismetti. Per l’occasione, il primo cittadino consegnerà una bandiera italiana e una copia della Costituzione ad una rappresentanza di studenti.

E c’è chi, quel giorno, ce l’ha ben scolpito nella memoria. È l’ex sindaco di Foligno, Manlio Marini, allora solo un bambino messo di fronte, come tanti altri suoi coetanei, alle atrocità di una guerra che, si spera, le prossime generazioni non dovranno più vivere. Quel giorno il piccolo Manlio, di soli 9 anni, si trovava nella sua casa in via Gramsci, che allora si chiamava via Principe Amedeo. Era ora di pranzo e, come tutti i giorni, i suoi occhi guardavano gli aerei che sorvolavano Foligno.

“Guardavo i bombardieri anglo-americani passare sopra la città, diretti ad Ancona, Bologna, Trieste – racconta ai microfoni di Radio Gente Umbra -. Ma quel giorno, il 22 novembre del 1943, bombardarono Foligno. Il ricordo è ancora forte – prosegue -, una paura terribile. Fu devastante e morirono tante persone. Scendemmo in strada per metterci al riparo, dentro un rifugio che era uno scantinato del palazzo. E lì aspettammo la sirena che dichiarava finito il bombardamento. Quello fu il primo bombardamento. Ne seguirono altri 35, che devastarono la nostra città”.

Quel 22 novembre 1943, Manlio Marini vide morire anche un amico di giochi. Lo trovò disteso in terra. Morì poco dopo, mentre veniva trasportato in ospedale. Si spense senza neppure rendersi conto che una scheggia l’aveva colpito mortalmente. “A quei tempi ero solo un bambino – raccontava ad alcuni studenti qualche anno fa Manlio Marini – ma non potrò mai dimenticare quei tragici avvenimenti”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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