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L’Anmig ricorda le barbarie delle due guerre mondiali: al “Trinci” toccanti testimonianze

Pubblicato il 19 Dicembre 2018 17:17

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“Per non dimenticare gli orrori di due guerre mondiali”. Un monito più che mai attuale quello lanciato dalla sezione folignate dell’Anmig, ovvero l’Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra, che ha chiuso lunedì mattina a palazzo Trinci le celebrazioni per il centenario dalla Prima guerra mondiale. Ad aprire i lavori del convegno al quale hanno partecipato anche gli istituti superiori della città è stata la presidente Fiorella Agneletti. Nell’ambito della conservazione e trasmissione della memoria, prima finalità dell’Anmig, la presidente ha ricordato, per l’occasione, anche l’attività del progetto “Pietre della Memoria” nell’ambito del quale viene bandito in concorso “Esploratori della Memoria” con la partecipazione delle classi di studenti di ogni ordine e grado non solo regionale ma anche nazionale per l’impegno a reperire documenti, cimeli, a fare interviste ai nonni ancora in vita in grado di raccontare la propria esperienza in guerra. A portare i saluti dell’amministrazione comunale è stata la vicesindaco Rita Barbetti, mentre le interessantissime ragioni sulle cause ed effetti che hanno scatenato e prodotto le due guerre mondiali sono state descritte dallo storico Emilio Cassese della Sapienza di Roma. Di particolare interesse è stato l’argomento trattato dal tenente colonnello Nicola Toti, dell’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito di Roma, che ha illustrato con grande capacità il delicato argomento degli armamenti delle due guerre mondiali nella loro evoluzione tecnologica ed il conseguente progresso degli stessi. Ancora grande interesse e forti emozioni hanno suscitato le due testimonianze dei sopravvissuti. Quella trattata dal moderatore Aroldo Bargone è entrata nei particolari aspetti delle disumane vicissitudini di vita vissuta nei lager di Wietzendorf e di Unterlüss dal sopravvissuto alla fucilazione Michele Montagano, oggi novantottenne. Altra testimonianza particolarmente interessante e toccante è stata quella del professor Enrico Modigliani della comunità ebraica di Roma e presidente nazionale del “Progetto Memoria”, che ha parlato del genocidio del popolo ebreo e la fortuna, nonostante tutto, di essere scampato insieme ad alcuni suoi familiari al rastrellamento nazista del ghetto di Roma. A conclusione la presidente Agneletti ha formulato l’invito ai giovani ed agli studenti di conoscere la storia e soprattutto tramandare la storia nei valori, la civiltà e la cultura che l’Anmig si prodiga tenacemente a dimostrare che c’è ancora qualcuno che ricorda uno “scalino” importante per la storia italiana.

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