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La vita di un testimone di giustizia finisce in teatro con “Ionica”

Pubblicato il 10 Aprile 2019 15:19 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:05

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Un viaggio nelle terre della ‘Ndrangheta che ha portato alla creazione di uno spettacolo teatrale unico nel suo genere dove l’attore protagonista è anche colui che è sceso negli inferi della Locride per vedere e toccare con mano le conseguenze della criminalità organizzata. Si chiama “Ionica”, la pièce teatrale firmata e interpretata dall’attore folignate Alessandro Sesti che insieme ad Alfonso Russi ha ideato la sceneggiatura dell’opera la cui prima si terrà al teatro “Ettore Thesorieri” di Cannara giovedì 11 aprile alle 21.15, Sesti nel mese di gennaio si è recato in Calabria ospitato a casa di un testimone di giustizia calabrese dove ha potuto osservare da vicino come si vive sotto scorta e con la minaccia incombente della vendetta da parte dei gruppi criminali locali. “Nel lavoro che faccio, non mi accontento di raccontare storie per sentito dire o basandomi su articoli di giornale. Ho bisogno di immergermi nell’ambiente, nel contesto di cui parlo. Per questo ho chiesto ad un mio contatto, Alfonso Russi, che per sei anni ha lavorato con la squadra antimafia di Catanzaro di spiegarmi l’iter per arrivare a poter condividere dei giorni con Andrea Dominijanni, testimone di Giustizia, sotto scorta dal 2015 – racconta Sesti -. È stata un’esperienza fortissima e, non nego che gli alti e bassi emotivi avuti in quel contesto mi hanno seriamente messo in difficoltà. Venire a conoscenza di così tanti avvenimenti, racconti di una brutalità inaudita, vedere e vivere sulla tua pelle quelle che fino a poco prima erano solo cose che immaginavi, mi ha fortemente destabilizzato. L’incontro poi con il commissario Luigi Portesi avvenuto l’ultimo giorno è stato quello che forse mi ha provato di più. Diciamo che le sue parole hanno concretizzato cose che già vedevo, ma a cui non volevo credere”. Uno spettacolo “Ionica” ispirato alla vita di Andrea Dominijanni: “Vi racconterò – afferma Sesti – la storia di Andrea Dominijanni e della sua famiglia, di quello che ha dovuto passare per trent’anni e di come ha sacrificato la sua libertà per dare un duro colpo a quel cancro che è la ‘ndrangheta. Lo farò a modo mio, con ironia, ma anche con quella crudezza necessaria a restituire certe storie. Ho lavorato questo monologo insieme a tre meravigliosi musicisti Debora Contini al clarinetto, Federico Passaro al contrabbasso e Federico edini alla chitarra. Questo è il terzo lavoro in cui lego ‘Narrazione e mafie’, ma in questo caso per l’occasione Alfonso Russi mi ha dato il suo sostegno nella creazione della drammaturgia”. Appuntamento dunque giovedì 11 aprile alle 21,15 al “Thesorieri” di Cannara. Biglietti: 7 euro intero, 5 euro ridotto per studenti. La produzione è a cura di Strabismi/Thesorieri/Infinitosrl.

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