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Giano dell’Umbria, a scuola arriva lo sportello d’ascolto per studenti, professori e genitori

Pubblicato il 8 Dicembre 2019 11:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:18

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Ascoltare le difficoltà di studenti, docenti e genitori e dare loro un sostegno, aiutandoli a superare momenti di difficoltà, rispondere ai loro dubbi e dargli degli strumenti per affrontare serenamente la vita scolastica, familiare e lavorativa. È con quest’obiettivo che all’interno della scuola secondaria di primo grado di Bastardo, nel comune di Giano dell’Umbria, è stato attivato uno sportello d’ascolto rivolto a tutti quei soggetti che ruotano attorno alla comunità scolastica, a partire proprio dai ragazzi. Il progetto, realizzato dall’Istituto omnicomprensivo Giano dell’Umbria-Bastardo grazie al contributo dell’associazione “Gioele Ghiani-In un battito d’ali” e patrocinato dal Comune di Giano dell’Umbria, vedrà la presenza a scuola di una psicologa tre volte a settimana.

“Questo servizio – ha spiegato il dirigente scolastico Maurizio Madonia Ferraro – nasce dall’analisi dei bisogni del nostro tempo. Viviamo nella società 4.0 in cui le relazioni sono caratterizzate dall’uso della tecnologia, ma in cui il contatto umano è sempre più sporadico. Da queste riflessioni è nata l’idea di creare, all’interno della scuola, uno spazio in cui le persone possano essere ascoltate”.

A cominciare, come detto, dai ragazzi. “La preadolescenza e l’adolescenza sono momenti delicatissimi della vita di un individuo – ha spiegato la psicologa Simona Antonelli – basti pensare a problematiche come l’autolesionismo o il bullismo, subito nel mondo da un terzo dei ragazzi. Spesso però non si ha il coraggio di raccontare le proprie problematiche, si ha difficoltà a fare emergere gli stati emotivi perché non si è più abituati a descrivere ciò che si prova. Lo Sportello vuole essere quindi un luogo in cui i giovani possano esprimersi ed essere ascoltati”.

Attenzione ai giovanissimi, ma non solo. Il servizio sarà infatti a disposizione anche di famiglie ed insegnanti. “Questo progetto – prosegue Antonelli – vuole offrire un’attività di supporto e consulenza, un aiuto per rielaborare ciò che si prova e per comunicare meglio con i propri figli. Ma anche sostenere i professori, che si trovano a dover fronteggiare situazioni complicate che li porta a mettere in gioco il proprio universo emotivo e tutte le proprie risorse personali”.

L’obiettivo, in questo caso, è quello di prevenire la sindrome del Burnout che, secondo recenti dati dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), colpisce il 60 per cento dei docenti, comportando un deterioramento psicologico, un esaurimento di energie che può portare a depersonalizzazione, apatia, aggressività fino a malesseri fisici come disturbi gastrointestinali, insonnia, emicrania e un conseguente ricorso a farmaci.

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