9.4 C
Foligno
martedì, Marzo 31, 2026
HomeAttualitàIl Caffè Sassovivo e quell'inutile indignazione per le bolle di sapone

Il Caffè Sassovivo e quell’inutile indignazione per le bolle di sapone

Pubblicato il 9 Febbraio 2020 08:01 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:07

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Infiltrazioni al Consultorio, sit in di Donne Arci Subasio: “Chiediamo spazi adeguati”

Dopo i disagi segnalati negli scorsi mesi, lunedì mattina è partito un presidio di protesta che andrà avanti fino a giovedì. La denuncia: “Servizi dislocati o compromessi. Serve un intervento definitivo”. Il Comune: “I lavori risultano avviati da tempo”

Un’onda arancione travolge Cascia: l’Atletica Ecm è la prima d’Italia ai campionati Csi

Sette podi e due coppe hanno regalato il successo agli allievi della società guidata da Leonardo Carducci, che si è distinta su altre 117 realtà presenti

Nidi e mense scolastiche, domani il presidio in largo Carducci

Le organizzazioni sindacali ribadiscono la volontà di portare avanti la mobilitazione prendendo atto delle previsioni contenute nel Piao su assunzioni e stabilizzazioni. La presa di posizione: "Un segnale nella giusta direzione, ma che non risolve le criticità"

Il sogno di vedere la rinascita del Gran Caffè Sassovivo è durato come una bolla di sapone. Già, il sapone. O meglio, i detersivi ed i prodotti di Tigotà, una nota catena specializzata nell’igiene della persona e della casa che da qualche giorno occupano le sale, quella cinquecentesca, quella barocca e quella riservata ai biliardi di quello che una volta era Lu Centro de lu Munnu. Proprio in questo giorni i social, croce e delizia del nostro tempo, sono tornati a tuonare e a piangere sulle rovine del caffè della Bella Epoque. E così, abbandonati solo per un attimo i selfie con bocche improbabili e le gallerie di gattini, in tanti si sono scagliati contro l’ennesimo schiaffo al salotto buono della città. Diciamo subito che, anche oggi, la città è arrivata in ritardo e questa volta addirittura di trent’anni. Bisognava indignarsi allora, infatti, quando il tinntinnio delle tazzine e l’atmosfera ovattata dell’elegante caffè venne sostituita frettolosamente con l’odore forte dei cibi da strada, quelli della cosiddetta ristorazione veloce e poi con un istituto di credito che di recente ha fatto dannare più di un risparmiatore. Bene, anzi malissimo, ma non si può continuare a prendersela con chi apre un nuova attività in quegli storici locali. Anche se la ferita è sempre aperta per chi rimane aggrappato a splendidi ricordi, ormai bisogna rassegnarsi, il Gran caffè Sassovivo non ci sarà più neanche dopo l’ultimo tentativo che ha visto protagonisti i fratelli Brodoloni, patrimonio del costume della Foligno degli anni Sessanta. Il nuovo proprietario dei locali, infatti, ha cercato di sollecitare anche il mondo imprenditoriale ipotizzando una riapertura con la gestione di Duilio e Nazzareno. Niente, non è servito neanche spendere il nome dei due celebri barman. Ed allora rassegnamoci una volta per tutte. Il Sassovivo ha fatto la fine di altri illustri colleghi italiani come il Caffè Giacosa di Firenze, il Caffè “Al neuv Caval d’Bronse” di Torino, ed internazionali come il Niesen nel quartiere Pranzlauer Berg di Berlino. Addio, dunque, alla nostra leggendaria cornice storica che ha segnato un’epoca e quello stile italiano tanto invidiato all’estero. Quindi non vi scagliate contro la nuova attività perché i titolari hanno deciso di valorizzare l’eroico birillo rosso del biliardo centrale, incastonato nel pavimento, con una targa che ricorda il grande Caffè. Non è molto, ma apprezziamo. Ora, almeno, sarà possibile entrare e ammirare quello che sarà sempre il Centro del Mondo.

Articoli correlati