24.5 C
Foligno
venerdì, Maggio 22, 2026
HomeEconomiaEx Merloni, lavoratori e sindacati in piazza: "Vengano ritirati i licenziamenti"

Ex Merloni, lavoratori e sindacati in piazza: “Vengano ritirati i licenziamenti”

Pubblicato il 24 Agosto 2020 11:54 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:25

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Laboratori estivi gratuiti a Foligno per bambini e ragazzi

Le attività sono suddivise in due fasce d’età: dai 6 agli 11 anni e dai 12 ai 16 anni. Per i grandi in programma laboratori di fotografia, teatro e arte, mentre per i più piccoli sono previste attività mattutine. Domande entro l'8 giugno

Tutto pronto a Foligno per Girogiocando

Sabato 23 e domenica 24 maggio il centro storico cittadino si trasformerà in uno spazio dedicato ai bambini. Previsti giochi antichi, laboratori di cucina e pasticceria, attività sportive e letture animate

A 105 anni dalla scomparsa Foligno ricorda Augusto Bolletta

La cerimonia commemorativa è in programma per sabato 23 maggio. Dopo gli interventi istituzionali e un ricordo storico dedicato a giovane comunità folignate ucciso dai fascisti, presso il cimitero di Foligno, si terrà una conferenza pubblica all’Oratorio del Crocifisso

L’imprenditore Porcarelli ritiri i licenziamenti, mentre alle istituzioni locali e nazionali il compito di chiedere conto delle ingentissime risorse pubbliche che la ex Merloni, poi Jp e oggi Indelfab ha, nel corso degli anni, drenato senza mai rilanciare un’azienda che è una ricchezza essenziale per questo territorio ed è patrimonio, prima di tutto, delle lavoratrici e dei lavoratori. È questo il messaggio che è stato lanciato sabato mattina dai lavoratori della ex Merloni riuniti in piazza a Gualdo Tadino insieme ai sindacati, ai sindaci di Gualdo e Nocera Umbra e con la presenza dei consiglieri regionali Tommaso Bori e Donatella Porzi e del parlamentare Walter Verini.

“Già nell’incontro di lunedì a Fabriano – hanno detto i rappresentanti dei lavoratori – ci aspettiamo che Porcarelli ritiri il suo atto unilaterale, che metterebbe letteralmente in ginocchio 600 famiglie tra Umbria e Marche e un territorio, quello della fascia appenninica, già duramente provato da anni di crisi”.

“Siamo stufi di sentirci dire che siamo dei privilegiati perché abbiamo 600 euro di cassa integrazione al mese, con i quali si fa fatica ad arrivare alla terza settimana – hanno sottolineato i lavoratori nei loro interventi – quello che chiediamo da sempre è di poter lavorare, ne va del nostro futuro e della nostra dignità”.

Articoli correlati