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Vaccino, in Umbria 10mila sanitari su 14mila hanno detto sì. Solo dieci i contrari

Pubblicato il 5 Gennaio 2021 17:18 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:56

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Diecimila sanitari umbri hanno detto sì al vaccino anti-Covid. Il punto sulla campagna vaccinale partita lo scorso 31 dicembre è stato fatto nella mattinata di martedì 5 gennaio dall’assessore regionale alla salute Luca Coletto, dal direttore generale Claudio Dario e dal vice commissario straordinario all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo. Degli oltre 14mila operatori presentì su tutto il territorio umbro, dunque, in diecimila si sono detti pronti alla somministrazione del vaccino. Solo dieci, invece, i contrari, mentre resta da definire la posizione degli altri 4mila.

E a proposito della somministrazione del vaccino della Pfizer-BioNTech si è arrivati a quota 2.057 dosi inoculate sulle 4.960 consegnate il 30 dicembre scorso, ossia il 41,5 per cento. “L’Umbria – ha commentato Coletto – si posiziona così al settimo posto in Italia”. L’assessore alla salute ha inoltre annunciato l’arrivo, sempre per la giornata di oggi, di altre 5.850 dosi che verranno somministrate nel giro di cinque o sei giorni.

Tre le linee di intervento delineate dal vice commissario D’Angelo per quanto riguarda il piano vaccinale. La prima prevede l’inserimento di farmacisti, odontoiatri e altri medici nella lista dei sanitari da vaccinare in base ad un’analisi del rischio e quindi stabilendo un intervento per priorità. Su questo fronte, la presidente della Regione, Donatella Tesei, ha già inviato una richiesta al commissario straordinario Domenico Arcuri per l’invio di altre 8mila dosi.

La seconda linea di intervento fa riferimento, invece, agli ospiti delle Rsa. In questo caso la parola d’ordine sarà “tempestività”. “L’obiettivo – ha spiegato Massimo D’Angelo – è vaccinarli il prima possibile ed evitare l’insorgenza di cluster Covid che impedirebbero poi di proseguire con la campagna vaccinale”. Ecco perché negli scorsi giorni è partita una comunicazione ad hoc a familiari e amministratori di sostegno affinché venga dato il consenso alla somministrazione. “Si tratta di una popolazione di circa 3mila persone – ha spiegato Claudio Dario -. Di queste, sono state più o meno 700 quelle che hanno contratto il virus e all’incirca 600 quelle che hanno già espresso la volontà di essere vaccinate. Resta quindi da definire la parte restante, intorno ai 1.500 soggetti”. Il consenso andrà dato al massimo entro la serata di mercoledì 6 gennaio, così da consentire – a partire dal giorno successivo – l’avvio di quella che è stata apostrofata come la “settimana argento della vaccinazione”, volta cioè a concentrare la maggior parte degli sforzi nelle Rsa.

Terza linea di intervento definita ad oggi, quella che riguarderà gli ultra 80enni che in Umbria sono all’incirca 89mila. Per loro la vaccinazione inizierà presumibilmente nella seconda metà di febbraio e si agirà sia a domicilio che attraverso i punti vaccinali. La strategia definitiva, però, verrà individuata sulla base della tipologia di vaccino a disposizione, così come avverrà in linea generale per quella che sarà la cosiddetta “vaccinazione di massa”.

Intanto, dalla prossima settimana sarà attivo un numero dedicato, a disposizione dei cittadini che vorranno avere informazioni sulla campagna vaccinale e attraverso il quale far arrivare anche segnalazioni. 

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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