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Telemedicina e sclerosi multipla: studio folignate pubblicato sul Neurology International

Pubblicato il 25 Gennaio 2021 17:14 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:52

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Prestigioso riconoscimento per la telemedicina umbra. L’esperienza portata avanti dall’Usl Umbria 2 nel campo della sclerosi multipla è stata, infatti, al centro di uno studio coordinato da Francesco Corea, neurologo del San Giovanni Battista di Foligno, recentemente pubblicato nella rivista Neurology International. L’indagine scientifica ha riguardato, in particolare, un gruppo di pazienti seguiti sia dal dipartimento di neurologia che da quello di riabilitazione diretto da Mauro Zampolini.

Il periodo di riferimento è quel del primo lockdown, durante il quale i pazienti sono stati seguiti da remoto al proprio domicilio attraverso lo smartphone ed un’app gratuita. Tra questi, anche cinque soggetti positivi al Covid-19 e pazienti con sintomi febbrili di natura diversa che necessitavano di confronto con i clinici. Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, dunque, gli è stato così consentito l’accesso ad un primo screening direttamente da casa e senza, quindi, doversi recare in ospedale. Così facendo, si è potuta dare assistenza anche a chi, proprio a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, era rimasto bloccato fuori regione o all’estero e quindi impossibilitato a fare ritorno in Umbria. 

Di fatto, una delle “primissime esperienze italiane nel settore della medicina”, come sottolineato da Francesco Corea che ha spiegato come lo stesso strumento si possa utilizzare anche per altre patologie e per altri tipi di pazienti. “Il progetto sviluppato – ha spiegato a questo proposito – si integra in modo ottimale con le attività già avviate dalla rete dei servizi di emergenza urgenza e pronto soccorso di Orvieto, Spoleto e Norcia nel campo dell’ictus”.

Obiettivo dichiarato, implementare sempre di più la telemedicina. “Sono diverse le unità operative che stanno lavorando su questo fronte – gli ha fatto eco Mauro Zampolini – come, ad esempio, i medici del servizio trasfusionale di Foligno nella selezione dei pazienti per le procedure infusionali o che prevedono un counselling. Questa pratica – ha quindi sottolineato – è di fondamentale importanza per minimizzare l’accesso di utenti ad una struttura sanitaria, in particolare per trattamenti di trasfusione non urgente, cordoni ombelicali e terapia marziale”.

“Le tecnologie al servizio del sistema sanitario e del cittadino – è stato il commento del direttore generale dell’Usl Umbria 2, Massimo De Fino – diventano un’opportunità da saper cogliere ed utilizzare al meglio, in questa fase emergenziale, al fine di limitare gli spostamenti degli assistiti affetti da patologie croniche anche in considerazione della loro condizione di salute che li espone a maggior rischio”.

Telemedicine during the Coronavirus Disease (COVID-19) Pandemic: A Multiple Sclerosis (MS) Outpatients Service Perspective. Abstract: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33477432/

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