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Foligno, la Caritas mette a disposizione 18 posti per i familiari di chi ha contratto il Covid

Pubblicato il 22 Febbraio 2021 16:06 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:46

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Non solo aiuti legati ai beni di prima necessità o alle difficoltà economiche con cui si trovano a dover fare i conti numerosi nuclei familiari in questo lungo periodo di pandemia. Ma anche supporto a chi deve fronteggiare la malattia, cercando di ridurre al minimo il rischio di contagio intrafamiliare. È quanto sta facendo la Caritas diocesana di Foligno che, proprio alla luce della complessa situazione epidemiologica con cui sta facendo i conti la città, ha messo a disposizione della comunità 18 posti all’interno delle proprie strutture per ospitare i familiari dei contagiati.

“In questo difficile momento – ha commentato il direttore dell’Ufficio pastorale della Diocesi di Foligno, Mauro Masciotti – nel quale la pandemia sta particolarmente colpendo le nostre comunità locali abbiamo pensato di venire incontro, per il tempo necessario della quarantena, ai familiari delle persone positive. A coloro, cioè che  che non hanno cioè contratto il Covid, ma che – ha proseguito Masciotti – non hanno la possibilità di vivere nelle loro abitazioni con gli opportuni distanziamenti e le necessarie sicurezze”.

Un’azione, dunque, che vuole mettere al riparo da possibili rischi adulti e bambini che, vivendo sotto lo stesso tetto con una persona risultata positiva al virus, possono a loro volta contrarlo. L’obiettivo, quindi, è quello di contribuire ad invertire la rotta di un contagio che sembra non volersi arrestare in città. Foligno, infatti, da ormai tre giorni consecutivi risulta essere il comune umbro con il più alto numero di casi quotidiani Covid. Casi che in totale, nella giornata di lunedì 22 febbraio, hanno superato quota mille. Tanti sono, infatti, i folignati che al momento risultano positivi al Coronavirus.

Intanto la città è entrata nella sua terza settimana di “zona rossa”. Dallo scorso 8 febbraio, infatti, Foligno insieme a tutti gli altri comuni della provincia di Perugia e alcuni del Ternano – ad oggi è rimasto solo San Venanzo – è stata sottoposta a tutta una serie di misure restrittive scattate dopo l’individuazione e la confermata circolazione delle varianti inglese e brasiliana del virus.

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