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Al Ciac di Foligno le opere di Shozo Shimamoto

Pubblicato il 15 Settembre 2021 11:55 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:51

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“Una mostra motivo di rilancio per la Carifol come soggetto attivo nella promozione della cultura”. Con queste parole il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Umberto Nazzareno Tonti, introduce la conferenza di presentazione della mostra al Ciac dedicata a Shozo Shimamoto e sostenuta proprio da palazzo Cattani, che aprirà le porte al pubblico il 19 settembre. Una conferenza voluta anche per parlare delle prossime riaperture delle sedi della collezione permanente del Centro italiano arte contemporanea e della Calamita Cosmica nell’ex chiesa dell’Annunziata: sedi oggetto di fresco restyling per ciò che concerne spazi ed allestimenti.

Nel presentare la rassegna sull’artista nipponico ed i lavori di rinnovamento dei due poli espositivi di cui sopra, Tonti sottolinea come la Fondazione cerchi, in ogni progetto, di rispettare quei valori e mission che da sempre fanno parte dello statuto. “Con oggi la Fondazione riapre alla società e verso un contesto che è il tessuto sociale – dichiara Tonti a Rgu -, si riappropria del proprio ruolo di componente della promozione di arte e cultura sul comune di Foligno ed in generale sul territorio. Con l’occasione – prosegue – ci apriamo anche ad un contesto nazionale, perché la mostra che andiamo a presentare è, di fatto, di livello nazionale ed oltre”.

Ad intervenire alla presentazione di mercoledì 15, anche l’assessore con delega alla cultura, Decio Barili, in rappresentanza del Comune di Foligno che ha patrocinato la mostra su Shimamoto. “L’offerta culturale è fondamentale – evidenzia l’assessore – dobbiamo sempre difenderla ed implementarla. I poli espositivi del Ciac e dell’ex chiesa dell’Annunziata – ribadisce – sono due spazi di cui la città ha bisogno”.

È poi il curatore della mostra “Shozo Shimamoto – Le grandi opere”, Italo Tomassoni, a snocciolare qualche dettaglio dell’esposizione. “Non si tratta di una semplice rassegna di opere – annuncia -, ma anzi di uno spazio che indaga il significato profondo del ruolo dell’artista nell’arte contemporanea. Una mostra quasi didattica e dai connotati critici e storici – continua –, capace di offrire una visita a tutto tondo con spiegazioni dettagliate e puntuali per l’utente”.

Gli fa eco Emanuele De Donno che si è occupato degli allestimenti. Riferendosi tanto alla mostra su Shimamoto quanto alle esposizioni permanenti, l’architetto parla di un “progetto di museografia contemporanea in grado di valorizzare le opere”. “Un museo che parla all’utente – aggiunge De Donno –, che lo accompagna in modo avvolgente e con informazioni utili ad ampliare l’esperienza culturale”. Di fatto, si parla di un progetto di mediazione museale che consente un avvicinamento del pubblico alle tematiche affrontate dal museo, con un ampliamento digitale che soddisfa le esigenze di apprendimento.

A parlare, infine, Giuseppe Morra, presidente dell’Istituto di scienze delle comunicazioni visive e fondatore della Fondazione Morra di Napoli, quella che ha dato vita al progetto su Shozo Shimamoto. Riferendosi alla collaborazione con Carifol, Morra plaude in generale alla mission culturale delle fondazioni e alla possibilità di un’interazione costruttiva tra di loro.

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