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Vus, Impegno Civile: “Niente rateizzazione sulle ingiunzioni di pagamento”

Pubblicato il 16 Novembre 2021 12:40 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:35

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“Vus ha notificato, agli utenti che non hanno pagato le bollette dell’acqua, una formale ingiunzione di pagamento senza però concedere agli stessi, che ne avevano fatto richiesta, la possibilità di rateizzare l’importo”. Stefania Filipponi e Stefano Stefanucci tornano a parlare della Valle Umbra Servizi condannandola per “il rifiuto alle istanze arrivate dagli utenti perché ritenute tardive”. “La direzione di Vus – si legge in una nota degli esponenti di Impegno Civile – ha deciso che, dopo l’invio del sollecito bonario e della messa in mora, la rateizzazione non viene più concessa”. I due, che non entrano nel merito “della legittimità o meno della decisione, che modifica radicalmente la procedura adottata in passato”, pongono altresì l’accento su una precisa questione. Sottolineano, in particolare, come si tratti “di fornitura di acqua per usi domestici che non può essere sospesa ad utenti in documentato stato di disagio economico sociale”. E poi ancora, evidenziano i due, “ci sono dei limiti nella sospensione, che non può essere totale, ma deve essere mantenuto un minimo vitale”. Gli esponenti di Impegno Civile si dicono dunque meravigliati per la “decisione presa dalla società in un periodo, come quello attuale, di grave crisi economica, sociale e sanitaria”. Meravigliati anche in virtù del fatto che “probabilmente – dicono – la rateizzazione consente oltretutto di recuperare maggiori crediti rispetto ad azioni forzose e pignoramenti”. In merito alla vicenda, Filipponi e Stefanucci non risparmiano neanche l’amministrazione comunale di Foligno che, secondo loro, agli slogan inneggianti la vicinanza agli ultimi e ai bisognosi contrappone, piuttosto, il silenzio.

Nella nota diffusa dal gruppo, si legge poi come “attualmente sono pendenti dinanzi al Tribunale di Spoleto giudizi di opposizione alle ingiunzioni per un importo complessivo di oltre 200mila euro”. Stando alla ricostruzione di Filipponi e Stefanucci, molti cittadini, dichiarati morosi, sembra si siano rivolti alla giustizia perché ritengono che l’importo indicato in fattura sia conseguente ad un consumo anomalo, più precisamente causato da perdite occulte. “Questa è un’altra storia – riferiscono i due – che merita, comunque, di essere approfondita, perché non è possibile – aggiungono – che ci siano folignati a cui è stato richiesto di pagare decine di migliaia di euro per acqua mai consumata”.

Ma non finisce qui. No, perché i due si dimostrano critici anche sulla pubblicazione, da parte sempre di Vus, di una procedura senza bando per “Incarico legale per assistenza giudiziale nei procedimenti di opposizione all’esecuzione”. Una mossa, dicono, compiuta in seguito alla notifica dell’atto di precetto da parte degli addetti alla lettura dei contatori che intendo ottenere le differenze retributive e previdenziali che gli spettano di diritto. “La società ha un ufficio legale interno e dopo i pensionamenti è stato assunto un nuovo dirigente dell’area legale che deve avere, come requisito, l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato”, osservano Filipponi e Stefanucci. Gli stessi che quindi si interrogano sul perché “porre ulteriori costi (con un legale esterno) a carico dei cittadini, già gravati di tasse ed oneri per la raccolta differenziata e la pulizia delle strade”. Servizi che i due non esitano a definire “gravemente carenti” e rispetto cui, concludono, “la politica tace quando invece il problema del degrado di Foligno va affrontato e risolto in tempi brevi”.

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