12.2 C
Foligno
giovedì, Maggio 21, 2026
HomeCultura“Siamo solo prodotti” di Elia Alunni Tullini immagine simbolo di “Milano Scultura”

“Siamo solo prodotti” di Elia Alunni Tullini immagine simbolo di “Milano Scultura”

Pubblicato il 12 Settembre 2022 10:22 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:40

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

L’antica via Flaminia protagonista di un convegno a palazzo Trinci

Giovedì 21 maggio a Foligno una giornata di studi promossa dal Club per l’Unesco, tra i progetti delle scuole e gli interventi di esperti internazionali

Monopattini senza targa, a Foligno multate tre persone

Le sanzioni da cento euro ciascuna sono scattate a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge il 16 maggio scorso. Tra le novità introdotte anche l’obbligo del casco, mentre la copertura assicurativa è prevista dal prossimo mese di luglio

A Montefalco un incontro per mettere i cittadini in guardia dalle truffe

Promosso dalla Pro loco, in collaborazione con l'Arma, l'appuntamento è per venerdì 22 maggio al teatro "San Filippo Neri". Broccatelli: "La sicurezza passa anche attraverso l'informazione e la consapevolezza"

È folignate l’immagine scelta per accompagnare la sesta edizione di “Milano Scultura”, l’unica fiera italiana interamente dedicata alle arti plastiche, che si è tenuta dal 9 all’11 settembre alla Fabbrica del Vapore, nel capoluogo lombardo. Ed è quella che ritrae l’opera “Siamo solo prodotti” dello scultore Elia Alunni Tullini, scelta di fatto come immagine simbolo dell’esposizione per tutti i manifesti promozionali e le pubblicità delle riviste specialistiche. “Siamo solo prodotti – spiega l’artista folignate Alunni Tullini – è la riproduzione di un involucro che rispecchia la decadenza della cultura, delle istituzioni e dei valori a fronte della voglia di riscatto che c’è”. Un riconoscimento importante per il giovane artista nato all’ombra del Torrino che, nell’ultimo periodo, si è distinto con risultati e apprezzamenti in tutta Italia. La sua statua in cemento armato, che rappresenta la decadenza della modernità, era stata scelta infatti per riqualificare una zona della città di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, dopo aver partecipato alla “Biennale del Gattopardo”.

Articoli correlati