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Materiali ferrosi, presunta frode fiscale da 22 milioni di euro: tre indagati nel Folignate

Pubblicato il 9 Marzo 2023 12:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:09

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Ci sono anche tre persone che risiedono nel Folignate tra i 18 indagati dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Milano, in un’operazione condotta dai militari della compagnia di Gorgonzola. La presunta associazione a delinquere, secondo l’inchiesta condotta dalla Procura di Milano, sarebbe stata dedita al riciclaggio e avrebbe compiuto alcune frodi fiscali nel settore dei metalli ferrosi. In totale sono stati sequestrati 22 milioni di euro. Ad essere interessate 24 società italiane ed estere, oltre alle 18 persone. Come detto, le indagini coinvolgono anche tre imprenditori residenti tra Foligno, Spello e Trevi, ovvero i tre soci di un’attività con sede a Spello, successivamente trasferita nelle Marche.

SEQUESTRI IN UMBRIA – Le fiamme gialle hanno eseguito, nei confronti dei residenti nel Folignate, alcune perquisizioni domiciliari. Sequestrati contanti, orologi, computer e telefoni cellulari. Sigilli anche ad alcuni immobili e terreni. Sequestrate, inoltre, due auto e una cassetta di sicurezza all’interno di un istituto bancario. Il tutto, per un valore superiore ai 600mila euro. La guardia di finanza ha inoltre provveduto a sequestrare, sempre nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni, documenti contabili e amministrativi.

MODUS OPERANDI E SEQUESTRI IN ITALIA – Stando a quanto riportato dalla stessa guardia di finanza milanese, il sequestro preventivo d’urgenza ha riguardato, oltre l’Umbria, anche beni che si trovano in altre regioni d’Italia come Lombardia, Marche, Liguria, Piemonte e Puglia. “L’indagine – spiegano le Fiamme gialle – ha permesso di disvelare l’esistenza di un’insidiosa organizzazione criminale dedita al riciclaggio di proventi illeciti, derivanti da una rilevante frode fiscale nel settore dei metalli ferrosi. I capitali illeciti, dapprima diretti verso paesi dell’Unione europea come Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca e Serbia, venivano successivamente reintrodotti in Italia mediante restituzione in denaro contante agli artefici della frode”. In totale, in tutta Italia sono stati sequestrati 800mila euro in contanti, disponibilità sui conti correnti per quasi 3 milioni di euro, 120 immobili, 100 veicoli e 2 yacht, nonché numerosi orologi di pregio e gioielli. Nel corso dell’attività è stato inoltre eseguito un fermo per detenzione di una pistola rubata, un arresto in flagranza per spaccio di stupefacenti con il relativo sequestro di circa 19 grammi di cocaina e materiale da taglio, nonché notificato un decreto di espulsione nei confronti di un peruviano clandestino.

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