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Veicoli a motore sui sentieri escursionistici, si amplia il coro dei no

Pubblicato il 31 Dicembre 2023 09:22

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Si amplia il coro dei no, in Umbria, dopo l’approvazione in consiglio regionale dell’emendamento proposto dalla lega, con il quale viene consentito il transito “con qualsiasi vicolo a motore nei sentieri, nelle mulattiere, nei viali parafuoco dove non siano già poste tabelle di divieto”. 

Dopo Cai e Legambiente, infatti, ad intervenire sulla vicenda è stato anche il comitato regionale della Federazione italiana escursionismo che, attraverso il presidente Stefano Paggetti ha espresso “netto contrasto”, sottolineando come si tratti di una “proposta scellerata e priva di raziocinio”. “Siamo convinti – dichiarano, infatti, dalla Fie – che il passaggio di mezzi a motore, specie in alcune aree particolari come zone Sic (Siti d’interesse comunitario), causino un processo di modificazione ambientale che, nel tempo, andrà a gravare sull’equilibrio naturalistico, danneggiando non solo l’ambiente in sé, ma anche la biodiversità che lo caratterizza”. A rincarare la dose anche il commissario sentieri del comitato regionale umbro della Fie, Giuseppe Grifoni, che ha spiegato come “non sono rari i casi in cui i single-track, al di fuori dalle sterrate carrabili, con il passaggio di moto si siano trasformati in veri e propri canaloni entro cui si convoglia e concentra acqua piovana, causando situazioni di potenziale pericolo idrogeologico” ma anche che “per agevolare il passaggio di mezzi sui suddetti tracciati, si interviene tagliando vegetazione, che rimane però abbandonata lungo il sentiero, diventando un vero e proprio innesco per gli incendi”. Tra le problematiche segnalare anche “i casi in cui gli escursionisti si ritrovano a tu per tu con mezzi a motore in transito su sentieri stretti: situazioni in cui, nel caso di incidenti, sono ovviamente le persone a piedi ad avere la peggio”. Infine, “l’impatto acustico che, gravando in particolare sugli animali – conclude Grifoni -, ne modifica le abitudini migratorie e riproduttive, costringendoli ad allontanarsi e spesso a lasciare i luoghi di nidificazione abituale”. Da qui, la richiesta condivisa con il Cai Umbria e con gli altri gruppi attività sul territorio di un incontro urgente con la presidente Tesei.

Dura anche la posizione espressa dalla Lega per l’abolizione della caccia rappresentata in Umbria e nelle vicine Marche dal delegato Danilo Baldini. Per la Lac “è evidente lo scopo politico della Lega di riconquistare il consenso elettorale” tra le categorie interessate dall’emendamento, “che negli ultimi anni sono passate a votare in massa i ‘cugini’ di Fratelli d’Italia”. “Le principali conseguenze di questa sconsiderata decisione assunta dalla Giunta Tesei – si legge ancora nella nota – saranno però l’inevitabile devastazione della sentieristica e della viabilità montana, che in breve tempo diverrà impraticabile per tutti coloro che in montagna invece vanno a piedi, in mountain-bike o a cavallo”. Tra i rischi paventati, poi, il dissesto idrogeologico che “la liberalizzazione della circolazione motoristica anche in aree particolarmente delicate e fragili innescherà o amplificherà” ma anche il “grande disturbo e danno biologico alle specie animali presenti, specie nel periodo della loro riproduzione”. “Ma il fatto più grave – aggiungono dalla Lac – è che si tratta di un provvedimento completamente illegittimo, perché viola leggi comunitarie e nazionali e che per questo creerà ancora più caos interpretativo alle forze dell’ordine che dovranno far rispettare le leggi in materia. La norma, infatti, si fonda sul presupposto che si potrà circolare con i mezzi a motore dove non sia già vietato dalle tabelle affisse. Si tratta chiaramente di un ‘escamotage’ per liberalizzare completamente il transito veicolare in ambito montano, perché nella stragrande maggioranza dei sentieri, dei tratturi, delle mulattiere, delle sterrate, non vi sono affissi cartelli di divieto di transito, mentre i pochi presenti è facile prevedere che verranno fatti sparire in brevissimo tempo”. Un riferimento, poi, alle strade Sic/Zsc e Zps della Rete Natura 2000. “Queste zone – concludono – sono state individuate in base alle direttive comunitarie 92/43/Cee “Habitat” e 2009/147/Ce “Uccelli” e quindi i loro regolamenti non possono essere modificati a piacimento da uno Stato membro della CE, né tantomeno da una singola Regione come l’Umbria. L’introduzione arbitraria di una deroga ai loro regolamenti produrrà inevitabilmente l’apertura di una procedura di infrazione europea, con tutte le conseguenze a livello di multe salatissime sia per l’Ente pubblico che ha introdotto la deroga, nel caso specifico la Regione Umbria, che per lo Stato Italiano”. Dalla Lac, quindi, l’esortazione alle associazioni ambientaliste “ad impugnare immediatamente questo sciagurato provvedimento”. 

A dare manforte agli ambientalisti, infine, il consigliere regionale in quota Pd, Michele Bettarelli, soffermandosi sul mancato coinvolgimento di Comuni e associazioni. “Rinnovo l’appello già lanciato in occasione dell’ultima seduta consiliare – ha dichiarato – affinché l’iter venga fermato e si possa avviare una fase di analisi, approfondimento e ascolto di tutti i soggetti interessati, che renda giustizia al territorio umbro e a tutti coloro che ne fruiscono, nell’interesse di una intera collettività”.

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