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Palestra di viale Marconi, cantiere ancora fermo: due strade per sbloccarlo

Lavori in stand-by da circa un anno, con il contenzioso tra Comune e ditta appaltatrice ancora in corso. La vicenda è finita all'interno dell'ultimo consiglio comunale

Pubblicato il 28 Maggio 2025 18:56 - Modificato il 29 Maggio 2025 16:08

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I lavori sono ancora fermi, mentre l’erba cresce alta nel cantiere di viale Marconi. Lì, dove dovrebbe sorgere la nuova palestra, la cui realizzazione però è ormai in stand-by da circa un anno, a causa di alcuni problemi sorti tra il Comune di Foligno e la ditta appaltatrice. Problemi di cui l’assessore con delega all’Impiantistica sportiva, Marco Cesaro, aveva parlato su queste colonne nell’agosto 2024, spiegando come fosse in atto un ricorso per accertamento tecnico preventivo presentato dallo stesso appaltatore. E che sono stati al centro anche dell’ultima seduta del consiglio comunale, quella cioè che si è tenuta nel pomeriggio di martedì 27 maggio. Tra i temi all’ordine del giorno, infatti, c’era anche l’interrogazione presentata dal Partito democratico proprio sull’impianto di viale Marconi, per conoscere i motivi dello stop agli interventi, le strategie che l’amministrazione intende mettere in campo per risolvere la questione e la data di fine lavori. Punto, quest’ultimo, rimasto però senza risposta, anche perché la vicenda giudiziale tra Comune e ditta è ancora in corso, come spiegato dall’assessore nel corso della massima assise cittadina. 

Ripercorrendo l’intera vicenda, Cesaro ha parlato di “un cantiere abbastanza travagliato sin da subito”, sottolineando “problemi con l’impresa di ogni tipo”. Al punto che il Comune aveva deciso, il 12 agosto scorso, di avviare il procedimento di risoluzione del contratto “segnalando addebiti relativi a gravi ritardi nell’esecuzione dei lavori, in materia di sicurezza e lavorazioni non eseguire a regola o comunque difformi”. Dieci giorni dopo la notifica all’Ente di palazzo Orfini Podestà di un ricorso, presentato dalla stessa ditta appaltatrice, “per una consulenza tecnica preventiva – ha proseguito Cesaro -, che ha comportato la sospensione della procedura che era stata nel frattempo avviata dal Comune relativa alla risoluzione in danno del contratto di appalto”. 

Da lì, dunque, l’inizio della vicenda giudiziale, con la prima udienza a dicembre dello scorso anno, nel corso della quale era stato nominato un consulente tecnico per la redazione di un elaborato peritale, e un nuovo appuntamento davanti al giudice fissato per il 10 giugno prossimo, che potrebbe però slittare in virtù della richiesta di proroga che il consulente tecnico si sarebbe riservato di chiedere per fare ulteriori indagini. 

Questa, dunque, l’attuale situazione. Mentre sono due le strade percorribili, delineate dall’assessore Cesaro. Da una parte, quella della conciliazione, che lo stesso giudice potrebbe disporre. Su questo fronte però, come spiegato dallo stesso Cesaro, l’amministrazione stessa aveva già tentato questa strada: “Al momento questa trattativa – ha però commentato – non ha dato gli esiti sperati”. Dall’altra, invece, laddove non si riuscisse a raggiungere un accordo bonario, per l’assessore si riattiverebbe la via della risoluzione del contratto. “Cercheremo in ogni modo di trovare una soluzione conciliativa specialmente perché questo comporterebbe la restituzione del cantiere e quindi l’immediata procedura per l’affidamento a un nuovo soggetto così da terminare i lavori il prima possibile. Diversamente, fermi quelli che saranno gli esiti della consulenza tecnica, riattiveremo la risoluzione sempre con l’obiettivo di riprenderci il cantiere il prima possibile. Oggi – ha quindi concluso – non avere una palestra significa purtroppo non poter rispondere immediatamente alle tante sollecitazioni che abbiamo dalle associazioni sportive del territorio. Confidiamo che ci sia la possibilità di risolvere la questione già a settembre”.

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