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Furti di rame e aggressioni in ferrovia, l’appello: “Più sicurezza”

Dopo il tentato colpo nella notte tra sabato e domenica, con i ladri di “oro rosso” disturbati dal personale di Rfi che stava staccando dal turno, Fit Cisl chiede che vengano presi provvedimenti a tutela dei dipendenti. Ciancabilla: “Attivare anche in Umbria l’Fs Security”

Pubblicato il 29 Settembre 2025 16:13 - Modificato il 1 Ottobre 2025 17:42

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“Serve sicurezza per i dipendenti di Ferrovie dello Stato, occorre che venga attivato un presidio anche in Umbria”. Tuona l’appello lanciato da Fabio Ciancabilla, segretario generale di Fit Cisl Umbria, diretto all’azienda che gestisce il trasporto pubblico nazionale, che, alla luce dei recenti furti di rame consumati o anche solo tentati che hanno interessato la stazione ferroviaria di Foligno, ha richiamato la necessità di installare un nucleo operativo di sicurezza anche in Umbria, al fine di garantire l’incolumità dei dipendenti durante le ore di lavoro.

Di recente, infatti, Rete Ferroviaria Italiana, società operativa di proprietà della holding Ferrovie dello Stato che si occupa della gestione e della manutenzione delle infrastrutture ha subito, a Foligno, ben quattro furti di rame per un totale di 60 quintali. A cui si aggiunge, ultimo in ordine temporale, il tentato furto di bobine di rame presenti all’interno della sottostazione elettrica di via dei Preti nella notte tra sabato 27 e domenica 28 settembre. Un furto che i malviventi non sarebbero riusciti a portare a compimento, perché disturbati dall’arrivo del personale Rfi che in quel momento usciva dal turno di notte e che, quindi, ha spaventato i ladri, facendoli fuggire.

“La nostra priorità è la sicurezza dei lavoratori – ha spiegato Ciancabilla -, se i dipendenti che staccavano dalla notte avessero incrociato i ladri cosa sarebbe successo? Chi lavora in Umbria deve avere il diritto alla sicurezza che hanno i lavoratori delle altre regioni: solo qui e in Sardegna non esiste un nucleo di Fs Security, che è previsto nel resto del territorio nazionale e che abbiamo chiesto più volte all’azienda di attivare”.

“Il personale di Fs Security – ha proseguito – è formato proprio per gestire evenienze di questo tipo. Le attività che svolge partono dalla vigilanza nei cantieri, fino al controllo dei perimetri ferroviari, passando anche per la percorrenza di tratte a bordo di treni definiti critici e assistenza del capotreno. Per noi è importante insistere su questo tema ora, perché a Roma i vertici di Ferrovie dello Stato stanno discutendo proprio di come riprogrammare il servizio di sicurezza ed è imperativo che l’Umbria rientri tra le regioni interessate”.

Al momento, infatti, l’Umbria fa parte del comprensorio Umbria-Marche-Abruzzo e, di conseguenza, usufruisce del servizio di Fs Security presente nelle Marche. Soluzione questa, che, secondo Fit Cisl, non garantisce una sicurezza sufficiente.

“È necessario – ha concluso il segretario generale Fit Cisl Umbria – fare un’attività di prevenzione. Oltre ai furti, a verificarsi sono anche aggressioni ai dipendenti e invasioni di spazi interdetti al personale non autorizzato. Finché non si verifica un fatto grave non si agisce, ma il nostro obiettivo è che si riesca ad evitare di arrivare a quel punto, facendo prevenzione. Proprio con la presenza del personale di Fs Security”.

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