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L’ospedale di Foligno si illumina per Gaza

Anche il “San Giovanni Battista” tra le 180 strutture sparse su tutto il territorio nazionale che hanno aderito all’iniziativa “Luci sulla Palestina”. In agenda per il 2 ottobre alle 21, il flash mob vuole accendere i riflettori anche sugli oltre 1.600 sanitari uccisi

Pubblicato il 1 Ottobre 2025 13:22 - Modificato il 1 Ottobre 2025 18:39

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Torce, lampade, lumini e candele pronti ad accendersi fuori dagli ospedali di tutta Italia per illuminare simbolicamente la notte di Gaza. L’iniziativa “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”, porta la firma del personale sanitario delle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza ed è in programma per domani (giovedì 2 ottobre) alle 21. Ad aderire 180 strutture ospedaliere sparse lungo tutto lo Stivale, da Nord a Sud, Umbria compresa. Anche il “San Giovanni Battista” di Foligno, infatti, sarà in prima fila per quello che è considerato il più grande e diffuso flash mob mai realizzato in Italia da quando è iniziato l’attacco israeliano a Gaza. 

Si tratta, di fatto, del secondo appuntamento, dopo la Giornata nazionale di digiuno contro il genocidio palestinese del 28 agosto scorso alla quale avevano partecipato oltre 30mila operatrici e operatori del Servizio sanitario. Nel corso dell’evento di domani sera, accanto all’accensione di torce, lampade, lumini e candele, spiegano gli organizzatori, verranno ricordati gli oltre 60mila palestinesi uccisi in questi ultimi due anni dall’esercito israeliano, tra cui 1.677 sanitari di cui verranno ricordati i nomi in una lettura a staffetta tra le regioni. Oltre ai sanitari, saranno anche diverse le associazioni e i sindacati che saranno presenti al flash mob.

“Prevediamo una partecipazione con numeri record” hanno dichiarato gli organizzatori, sottolineando come le adesioni stiano crescendo di ora in ora. Presentata come “una mobilitazione dal basso, amplissima e diffusa su tutto il territorio nazionale”, per i promotori “è la dimostrazione di come nel mondo della sanità, e in tutto il Paese, l’indignazione contro il genocidio palestinese sia forte e dilagante, un’onda che monta ogni giorno”. “Stiamo protestando da mesi e non ci fermeremo fino a che le istituzioni non agiranno concretamente ed a tutti i livelli – hanno proseguito -. Come sanitari e sanitarie non possiamo rimanere a guardare mentre si compie un genocidio, è nostro dovere mobilitarci”.

La richiesta avanzata al Governo ma anche alle Regioni, ai Comuni e alle aziende sanitarie è di agire subito. “Chiediamo che sia avviato il boicottaggio immediato della azienda farmaceutica israeliana TEVA, un’azienda che non solo è complice del governo israeliano nelle politiche di occupazione e apartheid, da cui trae profitti, ma è anche attivamente coinvolta nel genocidio. Tutti devono fare la loro parte, anche e soprattutto il Governo italiano che deve fare pressione su Israele e interrompere accordi e forniture militari”.

“Questo è il senso della nostra mobilitazione” hanno quindi concluso, dichiarando il pieno sostegno anche alla Global Sumud Flottilla: “Giovedì sera davanti ai nostri ospedali alzeremo all’unisono le nostre voci, ci uniremo da terra alla Flotilla in mare e renderemo omaggio, leggendo tutti i loro nomi, agli oltre 1.677 colleghi e colleghe uccise mentre assistevano e curavano la popolazione di Gaza”.

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