Per Young Jazz è arrivato l’atteso momento del Moult Festival. Lunedì 5 gennaio a Foligno ritorna infatti, per la seconda edizione e sempre con la consulenza musicale di Dan Kinzelman, la rassegna nata all’interno di Young Jazz per celebrare e vivere insieme le imprevedibili sfumature di un linguaggio artistico in costante evoluzione. Al centro mutamenti e rinnovamenti, con gli eventi che si terranno nelle sale affrescate del secondo piano di palazzo Candiotti.
Sarà Nina Baietta, solo voce, ad aprire il Moult Festival, alle 19, con il suo “Ea: one-voice study on a wordless dictionary”. A seguire, alle 19.45, toccherà al progetto Witchess che unisce musica, spoken word e riflessioni politiche per esplorare temi come il femminismo e la giustizia sociale.
Alle 21.30 il Moult Festival proporrà Sc’ööf, gruppo sperimentale che ha generato un proprio linguaggio musicale: radicale, vivace, fresco e sfacciato. Alle 22.30 spazio a Gli I, progetto di improvvisazione che nasce nel 2006 a Valencia, fatto di piccoli interventi sonori e azioni improvvise in spazi domestici, urbani e non convenzionali.
Il gran finale, invece, sarà affidato a partire dalle 23.15 – al dj set di Fera, l’identità sonora di Andrea de Franco. Le selezioni musicali della serata saranno a cura di Joe Rehmer.
In occasione di Moult Festival, inoltre, lo spazio dell’ascolto si apre a tutte le età con due laboratori dedicati a grandi e piccoli. Il giorno prima, domenica 4 gennaio, dalle 15 alle 19 si svolgerà “diBoccainBocca”, laboratorio vocale condotto da Nina Baietta, aperto a persone adulte anche senza esperienza.
Il giorno dell’evento invece, lunedì 5 gennaio, in programma con “Tum Tum Pam!” (doppio turno, 19.30–21 e 21.30–23.30) un laboratorio di autocostruzione di strumenti musicali per bambine e bambini dai 5 ai 12 anni, per giocare, creare e scoprire insieme, mentre il festival prende vita e poi prosegue nella stessa location. Un modo per permettere agli adulti di godersi il concerto mentre i loro bimbi sono impegnati in un’esperienza divertente e stimolante.
“Young Jazz 2025/26 – ha dichiarato la presidente Giulia Battisti – conferma la propria identità di festival aperto, contemporaneo e attento alle persone, capace di intrecciare ricerca musicale, progettualità culturale e responsabilità sociale”.
Ancora a gennaio, dopo il Moult Festival, ci sarà poi tempo per il gran finale: in programma il 15 gennaio all’auditorium San Domenico con il concerto della Liberorchestra, l’orchestra che non conosce barriere, sempre nel segno della musica e dell’inclusione per la sezione Community.
Si chiuderà così il sipario sulla nuova edizione di Young Jazz, la rassegna che da quasi due decadi promuove a Foligno e dintorni la diffusione della cultura musicale jazz e che è tornato in scena con il suo solito carico di note contemporanee e socialità.





















