“Sebbene l’attuale esecutivo sia vincolato dalla continuità amministrativa di atti autorizzativi già perfezionati, corre l’obbligo di ribadire una ferma posizione politica di contrarietà alla realizzazione dell’opera nei termini nella quale è stata concepita”. È arrivata forte e chiara la risposta dell’assessore all’Energia e all’Ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, rispetto all’interrogazione presentata dal consigliere di Avs, Fabrizio Ricci, che chiedeva quale fosse la posizione del governo regionale sulla realizzazione del metanodotto Snam nelle tratte Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino.
Nel documento di risposta firmato da De Luca, si legge come “le decisioni sostanziali e valutazioni ambientali e le autorizzazioni decisive per la realizzazione dell’opera sono state perfezionate e rilasciate nel corso della passata legislatura, rendendo l’attuale fase del procedimento una conseguenza amministrativa di atti pregressi e consolidati”.
Per la giunta Proietti, infatti, le volontà politiche e tecniche rispetto alla realizzazione del metanodotto sono da attribuire alla vecchia amministrazione, che ha approvato in toto l’opera e ha lavorato per ottenere l’autorizzazione unica dal ministero all’Ambiente e alla Sicurezza energetica (Mase). Al momento, secondo quanto riportato, sono in corso solo delle procedure di ottimizzazione del tracciato, per una lunghezza complessiva di circa 10,6 chilometri.
Dettagliatamente, si tratta di ottimizzazioni che riguardano l’andamento plano-altimetrico dell’asse della condotta principale del metanodotto e la delocalizzazione di tre impianti. Ad essere coinvolti sono 23 interventi, di cui 12 classificati come “principali” e 11 “minori”. Ad essere interessati i comuni di Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga, Apecchio, Mercatello, Borgo Pace, Sestino e Foligno.
La terza città dell’Umbria vedrà realizzato, però, solo un intervento di ottimizzazione “minore” del tracciato. Nel documento pubblicato dalla Regione, si legge come si tratti di un intervento di “leggera ottimizzazione del tratto iniziale del tracciato del metanodotto Foligno-Sestino, in uscita dall’area impiantistica, al fine di ricollegarsi al tracciato autorizzato”, resasi necessaria “a seguito della significativa riduzione delle dimensioni dell’area impiantistica di Colfiorito, facente parte del progetto del metanodotto Sulmona-Foligno”.
Insieme a quelle previste per i restanti Comuni, come ha specificato la giunta regionale nella risposta a Fabrizio Ricci, le ottimizzazioni – al pari del progetto del metanodotto già approvato – rientrano in un quadro vincolistico molto fitto e non a pieno rispettato.
La costruzione, infatti, interferirebbe con l’area naturale protetta del parco regionale di Colfiorito, con l’Iba (Important bird area) “094” di Colfiorito e la Zsc IT5210004 “Boschi di Pietralunga”, oltre che con i vincoli paesaggistici, con il piano per l’assetto idrogeologico (Pai) e piano di gestione rischio alluvioni (Pgra). Riguardo agli ultimi due piani, le interferenze sarebbero in corrispondenza di zone a pericolosità media e alta. Infine, ci sarebbero interferenze anche con gli strumenti urbanistici di tutti i comuni interessati.
La Regione ha annunciato che, in accordo con il Mase, le 23 ottimizzazioni previste e in corso permetteranno una “sensibile riduzione degli impatti e delle interferenze con gli ambiti a vario titolo tutelati nel territorio”.


















