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“Denunciare è aiutare”: l’appello agli studenti nel primo incontro di “Stop al bullismo”

Ha preso il via il ciclo di incontri nelle scuole di Foligno e Spello promosso dalla Diocesi insieme alla Polizia di Stato per aiutare i giovani a costruire relazioni sane, inclusive e rispettose

Pubblicato il 18 Febbraio 2026 16:06 - Modificato il 18 Febbraio 2026 19:00

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“Il bullismo si combatte con un dialogo di qualità, con uno stile di relazioni, con il rispetto e l’ascolto, che creano giustizia e riconciliazione”. Con queste parole, monsignor Luigi Filippucci, responsabile dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali ed il lavoro e del progetto “Cittadini del mondo”, ha aperto il ciclo di incontri dedicato alla prevenzione ed al contrasto del bullismo e del cyberbullismo – dal titolo “Stop al bullismo e cyberbullismo” -, promosso in collaborazione con la Caritas diocesana e la Polizia di Stato.

Nella mattinata di martedì 17 febbraio, infatti, l’aula magna dell’Istituto tecnico tecnologico “Leonardo da Vinci” di Foligno ha ospitato il primo di quattro appuntamenti con i quali la comunità ecclesiale e le forze dell’ordine vogliono tendere una mano alle nuove generazioni, perché non si sentano sole quando si trovano a dover fare i conti, direttamente o indirettamente, con fenomeni di questo tipo. “È importante camminare insieme” ha sottolineato monsignor Filippucci rivolgendosi agli studenti delle prime classi dell’istituto guidato da Simona Lazzari.

E proprio la dirigente scolastica ha esortato i ragazzi e le ragazze a fare attenzione a ciò che accade intorno a loro, a ciò che può anche non interessarli direttamente ma che può coinvolgere i loro coetanei. “Denunciare casi di bullismo o cyberbullismo non significa farsi gli affari degli altri, ma aiutarli” ha detto, sottolineando come quella di oggi sia una società che spinge i giovani a “crescere con una prospettiva individualista”. “Dobbiamo crescere come gruppo e non come branco” è stata quindi la sua esortazione, ricordando come la scuola operi tanto in un’ottica educativa quanto sanzionatoria, per creare una cultura del rispetto e della solidarietà.

E di ragazzi sempre più “chiusi” ha parlato anche la vice direttrice Caritas, Carmen Comisi, che ha invitato i giovani anche a “dare peso alle parole che vengono dette”, sottolineando come questi incontri servano “per promuovere buone relazioni e buone prassi di cittadinanza”.

Protagonisti della giornata di ascolto e dialogo con i giovani sui temi del bullismo e del cyberbullismo sono stati, per questo primo incontro, il dirigente del commissariato di Foligno, Adriano Felici, e il vice questore aggiunto del “Centro operativo per la sicurezza cibernetica”, Francesco Verduci.

“Il problema del bullismo e del cyberbullismo – ha detto il vice questore Felici – è un problema che esiste ma che fa fatica ad emergere. C’è tanto sommerso – ha spiegato ai ragazzi – ma più se ne parla, più c’è la possibilità che situazioni sotterranee possano emergere. Ogni volta che denunciate – ha quindi sottolineato – sappiate che state facendo del bene a chi in quel momento si trova a dover fare i conti con situazioni di violenza e prevaricazione”. Insieme al collega Verduci, è quindi entrato nel merito di quelli che sono sì gli aspetti normativi, ma anche le conseguenze relazionali, psicologiche e sociali di comportamenti spesso sottovalutati.

A prendere forma, dunque, una rete che vede in prima fila le agenzie educative: dalla scuola alla famiglia, dalle istituzioni alla comunità ecclesiale, con l’obiettivo di aiutare i più giovani a costruire relazioni sane, inclusive e rispettose, capaci di costruire una città più giusta e solidale.

Gli incontri proseguiranno il 2 marzo alla scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Ferraris” di Spello; mercoledì primo aprile alla scuola secondaria di primo grado “Carducci” dell’Istituto comprensivo Foligno 2; e, infine, martedì 14 aprile all’Istituto tecnico economico-turistico aeronautico “Scarpellini”.

Tutti gli appuntamenti si inseriscono nelle azioni del progetto “Lettera alla città, per il contrasto delle povertà educative” in collaborazione con la Cooperativa Densa, realizzato con il sostegno del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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