Pieno appoggio alle decisioni di Rsu e organizzazioni sindacali e solidarietà totale ai dipendenti comunali è stata espressa dalle forze di opposizione folignati dopo il fallimento della conciliazione in prefettura sulla questione della riorganizzazione messa in piedi dall’amministrazione Zuccarini (che entrerà in vigore a partire dal 1° marzo, ndr), a seguito del quale le forze sociali si sono dette pronte allo sciopero. Un’opposizione compatta quella che si è presentata nella mattinata di sabato 28 febbraio nella sala Pio La Torre del palazzo comunale, per la quale le conseguenze di quanto sta accadendo all’interno dell’Ente non avranno ripercussioni solo per i lavoratori coinvolti ma anche sui servizi rivolti alla cittadinanza.
“Siamo dei fronte a fatti inediti” ha dichiarato per il Pd, Mario Bravi. “Per la prima volta in 80 anni si va verso uno sciopero dei dipendenti comunali” ha detto, sottolineando anche come “quando una vertenza sindacale arriva in prefettura è una sconfitta”. “Il sindaco confonde il dialogo con il monologo, se i risultati sono quelli che vediamo” ha quindi detto, esprimendo “totale solidarietà ai lavoratori” e parlando di una “situazione che rischia di creare un danno ai cittadini di Foligno”. Tra le criticità, evidenziate già da Rsu e organizzazioni sindacali e ribadite anche da Bravi, la questione dei lavori pubblici. “Ci sono progetti del Pnrr in scadenza il 31 agosto che rischiano di rimanere al palo” ha detto, portando l’esempio del ciclodromo di Corvia che, ha dichiarato, “rischia di non rispettare i termini previsti”.
Sulla situazione di nidi e mense scolastiche si è concentrata, invece, Maria Frigeri di Patto x Foligno, che ha parlato di mancanza di “attenzione nei confronti di personale formato non garantendo una stabilizzazione alla fine di un percorso lungo di 48 mesi di contratti a tempo determinato. Questo – ha dichiarato – significa poca cura e poca attenzione verso un servizio essenziale per la nostra comunità”. “La qualità del servizio – ha aggiunto – viene portata avanti perché il personale se ne fa carico, ma questo – ha concluso – deve andare di pari passo con l’attenzione dell’amministrazione”.
Ad intervenire anche Andrea Pichelli per il Movimento 5 Stelle. “Avevamo già sentore che ci fossero delle crepe nella riorganizzazione” ha commentato, ricordando gli interventi in consiglio, tra dicembre e febbraio, del capogruppo David Fantauzzi. “La macchina organizzativa – ha quindi ribadito – non garantisce trasparenza e servizi ai cittadini e noi siamo qui per dare forza al lavoro fatto dall’opposizione e dai sindacati”.
Parola, poi, a Gianluca Angeloni per Foligno Domani. “Non dimentichiamo che c’è un contratto collettivo e un inadempimento rispetto alle corrette relazioni con le organizzazioni sindacali – ha detto -. C’è un atteggiamento dispotico rispetto a certi temi, ma la condivisione la partecipazione sono aspetti fondamentali”. Angeloni ha quindi espresso “preoccupazione per il clima interno, ma anche per le ripercussioni sulla città” e chiesto “un veloce e concreto riposizionamento” da parte dell’amministrazione Zuccarini.
E ancora l’intervento di Diego Mattioli di Foligno in Comune. “Non si parla solo della situazione di 320 dipendenti comunali, ma delle ripercussioni su 56mila cittadini in termini di servizi”. Per l’esponente di Foligno in Comune si è dei fronte a “politiche imposte dall’alto, contro ogni logica. Il sindaco – ha sottolineato – è arrivato alla fine del suo percorso politico, governando una città con la forza, l’arroganza e la prevaricazione di chi occupa posizioni di parte”. Mattioli ha quindi ribadito la “spaccatura” che si è venuta a creare “all’interno della maggioranza”. “Abbiamo una politica e un’amministrazione allo sbando, mentre la città soffre”.
A prendere posizione sulla vicenda anche il Psi. “Non possiamo che condividere la vertenza sindacale in atto” ha commentato Guglielmo Castellano. “Quello che ci preme sottolineare, da parte nostra, è questo atteggiamento dello ‘Zuccarini bis’, che si sta connotando sempre più su toni aggressivi, ultimativi. Dove sempre di più si cerca lo scontro in luogo del confronto. Questo atteggiamento – ha concluso – è ormai diventato un evergreen, dalla questione della Variante Sud in poi, passando per la vicenda della ‘girandola’ dei dirigenti fino ad approdare a questa riorganizzazione a tappe forzate del tutto incomprensibile”.


















