Non voleva che parlasse con altri ragazzi o che tornasse a casa dalla sua famiglia. E la controllava costantemente nei suoi spostamenti. E così, quella che era nata come una storia d’amore tra due giovanissimi che frequentavano la stessa scuola, ben presto si è trasformata in un incubo per un’adolescente folignate.
Un copione che purtroppo, ultimamente, si ripete con fin troppa frequenza come testimoniano quotidianamente anche le cronache, che sempre più spesso portano alla luce l’esistenza di relazioni malsane, anche tra i giovanissimi. Relazioni che lasciano intravedere un disagio giovanile che deve essere indagato ed affrontato, per evitare che storie come questa possano ripetersi.
Per mesi infatti, così come emerso dalle indagini, la ragazza ha subito minacce, anche di morte, molestie e violenze fisiche da quello che considerava il suo fidanzato. Un ragazzo, appena maggiorenne, che in diverse occasioni l’ha colpita con calci e pugni. Una situazione diventata insostenibile per la vittima, che ha così deciso di chiedere aiuto ai carabinieri e di denunciare chi per mesi l’ha costretta a vivere in uno stato di costante paura e terrore. Accertato quanto avvenuto, per il giovane sono scattati gli arresti domiciliari. Diversi i reati contestati: dallo stalking alle lesioni personali e fino ad arrivare al maltrattamento di animali.
Ieri (mercoledì 4 marzo) l’udienza per l’incidente probatorio, che ha visto i due giovanissimi ritrovarsi in Tribunale a Spoleto, insieme ai loro legali e al pm Roberta Del Giudice, davanti al gip Teresa Grano. Difesa dall’avvocato Annalisa Campagnacci, la vittima ha ripercorso quanto vissuto e subito per mesi. In aula, come detto, anche l’ex fidanzato difeso dall’avvocato Giovanni Maccabei, il quale ha depositato appello per il diniego alla richiesta di una misura meno afflittiva.


















