Sarà una XV edizione di “Festa di Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscenza” all’insegna della sostenibilità quella che è ormai ai nastri di partenza a Foligno (15-19 aprile) e a Fabriano (16-18 aprile). Com’è anche nella missione del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno, che la promuove da ormai 15 anni e che dispone di energie rinnovabili integrate che spaziano dall’eolico al fotovoltaico passando per il geotermico, la grande Festa culturale di Umbria e Marche, che si interroga sul presente per scrivere il futuro, adotterà tutta una serie di misure e buone pratiche per promuovere la difesa dell’ambiente e sensibilizzare, in quest’ottica, anche le migliaia di persone che nei cinque giorni della manifestazione parteciperanno alle conferenze, ai laboratori e alla tante attività collaterali.
Su questo fronte, rinnovata anche in questo 2026 la partnership con Valle Umbra Servizi che in occasione della Festa installerà una rete capillare di contenitori ecologici per facilitare la raccolta differenziata, allo scopo di evitare l’abbandono indiscriminato di rifiuti e promuovendo un circolo virtuoso di riciclo che riduce l’impatto ambientale dell’evento e sensibilizza il pubblico di adulti, giovanissimi e bambini. “Il ruolo di Vus – spiegano a questo proposito dall’azienda guidata dal presidente Paolo Ernesto Arcangeli – dimostra come sia possibile trasformare eventi pubblici in laboratori di economia circolare, elevando il profilo sostenibile della Festa e ispirando best practice comunitarie”.
E sempre in un’ottica di sostenibilità, negli scorsi giorni il Laboratorio presieduto da Maurizio Renzini e diretto da Pierluigi Mingarelli ha siglato un protocollo d’intesa con il Consorzio “In centro” guidato da Tommaso Merendoni. L’accordo prevede, tra le altre cose, il rispetto da parte delle attività di ristorazione che fanno parte del Consorzio delle indicazioni fornite dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria (Arpa Umbria). Il riferimento è, in particolare, all’utilizzo di vuoto a rendere, posate e stoviglie lavabili e riutilizzabili oppure in materiale biodegradabile e computabile; e ancora il ricorso a filiere corte e menù stagionali, all’attuazione di una politica food saving e di recupero o donazione del cibo e all’utilizzo di prodotti locali Dop, Igp e bio.



















