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Degrado rifiuti, Legambiente all’attacco: “A Foligno manca la volontà politica”

La sezione cittadina dell'associazione ambientalista è intervenuta sulla situazione dopo la riunione della seconda commissione. "Si continua a intervenire sui sintomi anziché sulle cause"

Pubblicato il 13 Luglio 2026 17:55 - Modificato il 12 Agosto 2026 08:23

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“Nella ricerca delle responsabilità relative al degrado del centro, si continua a intervenire sui sintomi anziché sulle cause”. Tuona Legambiente Foligno e Valli del Topino sulla situazione di scarsa igiene urbana che caratterizza oggi il centro storico cittadino.

Il commento è arrivato a seguito dell’ultima riunione della seconda commissione, quando i vertici tecnici di Vus sono stati chiamati dai consiglieri comunali a riferire sul tema. Proprio per l’occasione, i rappresentanti dell’azienda hanno sottolineato come la raccolta differenziata stia migliorando, nel dettaglio al 7 luglio 2026 si è raggiunto il 67%.

Un dato in assoluto positivo, ma che non ha convinto i rappresentanti di Legambiente, i quali hanno sottolineato come “questo miglioramento formale non corrisponde alla realtà, in quanto gli abbandoni sono frequenti, gli errati conferimenti pure e talvolta anche il servizio non è puntuale”. “Una situazione di degrado a tratti grave – proseguono – che si riscontra in centro, nei vicoli e nelle periferie, ma che non è così evidente in altri Comuni gestiti da Vus”.

Secondo l’associazione ambientalista puntare “il dito contro i cittadini incivili o poco attenti” e attribuire “la colpa ad un servizio ritenuto inefficiente”, distolgono l’attenzione dal fatto che “a Foligno negli anni si è voluto consolidare un circolo vizioso dovuto alla mancata volontà politica di puntare sulla raccolta differenziata”.

 In questo modo “avremmo riorganizzato il servizio di raccolta differenziata in modo esaustivo per tutte le utenze private, commerciali, ma anche scuole e uffici pubblici” e “avremmo finalmente incrociato le anagrafiche di acqua e igiene urbana per scovare le innumerevoli utenze fantasma”.

A pesare nel discorso anche “gli utili di bilancio, ottenuti grazie anche all’aumento della TARI di questi anni, andrebbero reinvestiti nel servizio ai cittadini e non distribuiti tra i comuni soci dell’azienda pubblica”.

Per Legambiente, dunque, la soluzione è quella di “investire, senza più esitazioni, su educazione, comunicazione, controlli, censimento delle utenze e sanzioni porterebbe sicuramente a restringere lo spazio di illegalità all’interno del quale si muovono coloro che “sporcano” l’immagine della nostra bella città”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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