“L’esclusione della riqualificazione del ‘Blasone’ dal bando non è stato un flop”. L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Foligno, Marco Cesaro, ha preso la parola dopo la pubblicazione della graduatoria del bando “Sport e Periferie 2026”, che ha escluso il progetto per il rifacimento dello stadio “Enzo Blasone”, classificatosi 861esimo su 947 ammessi.
Per Cesaro la chiave di lettura è diversa da quella che si è fatta spazio sui social e su alcuni articoli di giornale usciti nelle ore successive alla pubblicazione del bando: “Il bando era strutturato per premiare impianti in disuso collocati in zone di marginalità e degrado sociale”.
“Molti progetti ammessi – ha detto – sono in comuni che si trovano in regioni dove queste aree sono molto diffuse. Bando alla mano, il ‘Blasone’ era l’impianto che dava più punteggio, ma nel contesto generale sapevamo di partire da un punteggio basso rispetto a Comuni come quelli citati”.
Secondo Cesaro “a pesare nella valutazione sembra abbia inciso anche il possesso di progetti esecutivi o definitivi già predisposti”. Il paradosso è che per l’assessore l’esclusione racconterebbe qualcosa di positivo sulla città.
“Questo è sintomo di una città virtuosa – ha sottolineato – in particolare sotto il punto di vista del tasso di criminalità, della marginalità e della salute complessiva degli impianti sportivi. Siamo una città con un ottimo rapporto tra domande e offerta di impianti, che stiamo ulteriormente ampliando e migliorando.”
“La strada – conclude Cesaro – rimane quella dei finanziamenti. Continueremo verificando sin da subito la possibilità di partecipare ai bandi regionali in corso di emissione”.


















