32.6 C
Foligno
mercoledì, Agosto 26, 2026
HomeAttualitàLa vendemmia dei “tre dieci”. A Montefalco anticipo, caldo e rese in...

La vendemmia dei “tre dieci”. A Montefalco anticipo, caldo e rese in calo, ma la qualità resta alta

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Paolo Bartoloni, fa un primo punto sull’annata 2026 rimandando a più avanti il giudizio definitivo. Raccolta anticipata già a metà agosto

Pubblicato il 26 Agosto 2026 17:29

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Bonus libri di testo, a Foligno contributi per le famiglie con Isee fino a 15mila euro

Le famiglie potranno presentare la domanda a partire dal prossimo 7 settembre. La procedura è interamente digitalizzata e la richiesta dovrà essere inviata esclusivamente online

Nidi e scuole dell’infanzia, al via tra incertezze e rincari: il comitato dei genitori scrive alla giunta

Tra lo spostamento al “Raffaello Sanzio”, aumenti della retta della mensa e non solo cresce la rabbia dei genitori, che a una settimana dall’inizio dell’anno educativo, hanno inviato una lettera aperta agli assessori per fare chiarezza sulla situazione

Continui cambi d’appalto, spettanze arretrate e mezzi fatiscenti: scoppia la protesta dei lavoratori Gls a Foligno

Accompagnati dai rappresentanti dei sindacati di Uiltrasporti , Filt Cgil e Usb i dipendenti si sono riuniti questa mattina davanti alla sede di via delle Industrie per chiedere certezze, maggiori tutele e sicurezza sul lavoro

“L’annata dei tre dieci”. È così che il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Paolo Bartoloni, sintetizza l’inizio della vendemmia 2026, segnata dal caldo record e dalla siccità che negli ultimi mesi hanno interessato l’Umbria e buona parte del centro Italia. Il primo dei tre “dieci” riguarda il calendario: la raccolta è iniziata con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla norma. Il secondo è legato alla resa in peso sulla pianta, ridotta di un altro 10% a causa della scarsità d’acqua. E il terzo, infine, riguarda il rapporto tra uva e vino: se di norma da 100 chilogrammi di uva si ricavano circa 70 litri di vino, quest’anno la stima è di circa 60 litri, per effetto di una maturazione più secca del solito.

Un bilancio che, secondo Bartoloni, non deve però allarmare. “Un 10% di quantità in meno è tutto sommato discreto, se pensiamo ad un confronto con muffe o grandine, che sarebbe stato molto peggio”. Le stime, spiega il presidente, nascono dalle ricognizioni dirette tra i filari: “Andiamo in giro, controlliamo le piante e vediamo un 10% di grappoli in meno”. Una riduzione dovuta in parte alla siccità e in parte a un fenomeno noto come acinellatura, o “acini di pepe”, quando nei grappoli, a causa del caldo intenso successivo alla fioritura, alcuni chicchi non riescono a svilupparsi normalmente, restando più piccoli, acidi e aspri rispetto al resto del grappolo.

Quando il fenomeno è troppo diffuso, spiega Bartoloni, può incidere negativamente sulla qualità complessiva del vino; quest’anno, però, il fenomeno resterebbe contenuto. Il problema, precisa il presidente, ha riguardato soprattutto le uve bianche più precoci, a partire dallo Chardonnay, colpite dal caldo già a giugno. I rossi, che maturano più tardi, non hanno invece risentito della stessa problematica. Sul fronte qualitativo, comunque, il giudizio resta positivo: “A livello qualitativo, senza ombra di dubbio, l’uva è fantastica: pregiata, bellissima, pulita, senza muffe e senza grandine”, sottolinea Bartoloni, riferendosi alla situazione in Umbria e in particolare a Montefalco.

A raccontare meglio di ogni altro dato l’anomalia di questa vendemmia è il calendario stesso. Lo Chardonnay, spiega il presidente, è ormai quasi del tutto raccolto, con un anticipo netto rispetto agli anni passati: quattro anni fa la raccolta partiva ai primi di settembre, poi si è spostata a fine agosto, mentre quest’anno si è arrivati a raccogliere già dopo Ferragosto. Un anticipo che, secondo Bartoloni, si registra anche altrove. In Francia, nello Champagne, e in Italia, in Franciacorta, la vendemmia sarebbe già cominciata da tempo, in alcuni casi da luglio, tanto da stravolgere i tempi di lavoro in vigna, con la vendemmia che rischia di spostarsi su luglio e agosto invece di settembre e ottobre.

Anche i dati sulla gradazione zuccherina confermano l’anomalia della stagione. Secondo Bartoloni, confrontandosi anche con altri enologi attivi nel centro Italia, non ci sarebbero al momento Chardonnay con una gradazione sotto i 13 gradi, un valore che, riferisce, “a memoria” non si era mai registrato a metà agosto, come conferma anche il quaderno di appunti che il presidente tiene ogni anno. Negli anni più piovosi la raccolta si concentrava tra il 4 e il 10 settembre, mentre lo scorso anno, già considerato secco, si era partiti il 28 agosto.

Quest’anno, invece, si è raccolto già a metà mese. A complicare ulteriormente la vendemmia, racconta il presidente del Consorzio, si aggiunge anche un piccolo effetto collaterale di questo anticipo: agosto resta da sempre il mese delle ferie per antonomasia, e trovarsi a vendemmiare proprio in questi giorni significa fare i conti con qualche assenza in più, tra chi è ancora in vacanza e i lavoratori stranieri delle squadre di raccolta, in parte già rientrati nel proprio Paese d’origine.

Sul fronte meteorologico, il presidente ricorda come la stagione sia stata caratterizzata da un’inversione di rotta rispetto alla primavera, quando le abbondanti piogge avevano fatto temere il problema opposto. Oggi, con temperature fisse sopra i 30 gradi per diversi giorni consecutivi, quel timore si è trasformato in una preoccupazione concreta, perché “i bacini idrici e le piante ‘piangono'”.

Guardando al futuro, Bartoloni si dice fiducioso che un po’ di pioggia moderata, unita a temperature più miti come quelle registrate la scorsa settimana, tra i 23 e i 25 gradi, possa dare respiro alle piante. “Se troviamo l’acqua nel suolo, le radici assorbono e si perdono anche due gradi di zucchero nel giro di un giorno, così si può mandare avanti la maturazione”. Il rischio, però, è che le precipitazioni siano eccessive: in quel caso gli acini potrebbero spaccarsi, aprendo la strada alle muffe. “Desideriamo l’acqua giusta, buona, ma non che continui a piovere per una settimana intera”, conclude Bartoloni, rimandando un giudizio definitivo sull’annata alla fine della vendemmia, quando si potrà valutare anche la qualità dei vini, oggi ancora in fase di fermentazione.

Articoli correlati