“L’idea è nel filo” è il titolo scelto per la 22esima edizione della Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale di Valtopina. Da oggi (venerdì 4 settembre) e fino a domenica (6 settembre), la manifestazione si snoderà lungo un “Percorso del filo”, attraverso diversi spazi espositivi e culturali, con oltre 90 artigiani del ricamo e del tessile, con proposte commerciali e mostre collaterali che prevedono appuntamenti di approfondimento.
Maria Mancini, presidente della Scuola di ricamo di Valtopina e responsabile del Museo e coordinatrice della Mostra, ha espresso grande soddisfazione per questa edizione. “In un mondo in cui tutti vanno di corsa – ha dichiarato -, il filo ci impone la lentezza. I ricami raccontano storie antiche ma anche moderne, non a caso la mostra si apre anche a nuove espressioni artistiche. Cerchiamo di coinvolgere tutti, anche i bambini delle scuole, che quest’anno per esempio hanno realizzato, insieme alle donne della Scuola di ricamo, una riproduzione di Valtopina con l’uncinetto, installata su una terrazza nel palazzo comunale. Inoltre – ha proseguito -, c’è da dire che il ricamo tout court ormai è un po’ superato dal fatto di utilizzare il filo anche come medium per lanciare messaggi, per manifestare. Il nostro obiettivo – ha quindi concluso – è promuovere tutto quello che è legato alla manualità e all’artigianalità. Oggi la nostra è una mostra internazionale, perché abbiamo ricamatrici dalla Sicilia alla Val d’Aosta ma anche ospiti stranieri”.
Il taglio del nastro questa mattina, seguito dall’apertura della mostra “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, a cura di Barbara Pavan, allestita all’interno del museo cittadino e visitabile fino all’8 dicembre. Ma non si tratta dell’unica esposizione in programma, nell’ambito della terza Biennale internazionale di Fiber art contemporanea: in agenda anche “Un tempo altro” alla biblioteca comunale e “Soperchi ornamenti” a palazzo comunale.
Questo pomeriggio, alle 16.30, invece, il Palasport ospiterà la tavola rotonda “Filo e cultura, geografie del filo” incentrata sull’importanza dell’evoluzione dell’arte del filo nello sviluppo delle valli italiane. In serata, alle 21.30, il défilé in piazza del Teatrino con Ambra Cenci che domani (sabato 5 settembre), alle 16.30, presenterà anche il suo libro “Seduzione ribelle”, un viaggio nella moda degli anni Venti. Sempre sabato, ma alle 10.30, il sociologo Roberto Segatori, coordinerà alla sala Gandini, Luca Corinaldesi, ceo del Ricamificio Filottranese, Diana Iliesi, collezionista di costumi rumeni e Franca Verteramo, maestra artigiana, in una riflessione sull’artigianalità.
Un’edizione, la 22esima, caratterizzata da molteplici attività, tra laboratori e corsi tematici che coinvolgeranno anche i bambini con i “Giochi di filo” e i più giovani con “Il gomitolo della vita”, un progetto di Tiziana Luciani ispirato dagli affreschi francescani della Basilica di Assisi. Da segnalare, poi, diversi concorsi: da “Ricamare l’Umbria”, con un accento sui luoghi e i loro maestri con ispirazione negli affreschi di Giotto, a “Racconto una favola con le mie mani” sull’arte del ferro battuto curato dall’artista Katya Fernandez, collaboratrice del Teatro alla Scala.
Mentre Silvia Cappaluppi curerà, nei giorni della mostra, “LenzuoliSOSpesi”, progetto corale che dal 2018 riunisce a livello internazionale migliaia di partecipanti e che in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco donerà al Santo il 181esimo e il 182esimo lenzuolo, evocando i temi del Cantico delle creature. In programma anche “Trame d’autore”, un’idea di Maria Mancini e Rosalba Pepi in collaborazione con la Congrega di Ancona, per la realizzazione di camicie-kimono che saranno esposte in mostra.
Previste, infine, le esposizioni “Dalla regina Vittoria a Grace Kelly”, a cura di Lucia Clerici a palazzo comunale; “Un altro filo” al Palasport con gli espositori Lucia Molinis, Marjatta Hietaniemi, Marianne Muller ed Ebe Ciampalini; “Immaginifici giardini di filo” di Maria Bissacco e Luisa De Santi nella sala della Canonica; e, infine, “Urban textile art”, installazioni diffuse per le vie del paese, curate da Maria Mancini e Giulio Piermatti.



















