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Con “Vette sullo schermo” il cinema di montagna arriva a Foligno

Fino al 20 novembre la rassegna, organizzata dalla sezione cittadina del Cai, proporrà otto film a ingresso gratuito tra storia dell'alpinismo, montagnaterapia e fragilità ambientale

Pubblicato il 8 Ottobre 2026 14:43 - Modificato il 8 Ottobre 2026 14:47

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Otto appuntamenti con il cinema di montagna, per raccontare non solo le grandi imprese alpinistiche ma anche il legame profondo, intimo e a tratti terapeutico tra l’essere umano e la natura incontaminata. È questa l’idea al centro di “Vette sullo schermo”, la rassegna cinematografica lanciata dalla sezione di Foligno del CAI – Club Alpino Italiano, con proiezioni a ingresso libero aperte a tutti, tesserati e non. Partita lo scorso 2 ottobre, gli appuntamenti della rassegna si terranno ogni venerdì sera alle 21 fino al 20 novembre, nella sede del CAI di via Bolletta 18, nella storica Torre dei Cinque Cantoni. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Foligno.

Più che una semplice sequenza di imprese sportive, il cartellone si muove attorno a un filo conduttore preciso: il rapporto tra l’uomo e il limite, geografico ma anche interiore. Nei film selezionati la montagna non è soltanto uno sfondo roccioso, ma diventa una maestra di vita, un banco di prova per i valori dell’amicizia e della memoria, un rifugio terapeutico e, allo stesso tempo, un ecosistema fragile da proteggere.

Il programma si sviluppa attorno a tre filoni principali. Il primo è dedicato alla storia e al mito dell’alpinismo, dalle imprese di Walter Bonatti alla storica spedizione italiana sul K2, passando per l’epopea del McKinley del 1961: storie di uomini che hanno tracciato vie sulle pareti e nella memoria collettiva. Il secondo filone affronta la montagna come spazio di cura e convivenza, con film che raccontano la “montagnaterapia” come percorso di recupero per giovani donne o il tema della coesistenza ravvicinata tra essere umano e fauna selvatica. Il terzo, infine, è un invito alla contemplazione e alla riflessione sulla fragilità ambientale, un viaggio che dai silenzi glaciali dei poli arriva a una riflessione poetica sulla vulnerabilità degli ambienti montani, oggi minacciati dai cambiamenti climatici.

Dopo l’apertura con il ritratto di Bonatti, una delle figure più iconiche dell’alpinismo italiano, la rassegna prosegue venerdì 9 ottobre con “McKinley 1961 – Storia di un’amicizia”, dedicato a una storica spedizione e ai valori umani e solidali della montagna, mentre il 16 ottobre è in programma “Italia K2”, nella versione restaurata del film ufficiale della celebre spedizione italiana sull’Himalaya.

Il 23 ottobre toccherà a “La bicicletta e il Badile. In viaggio come Hermann Buhl”, un cammino sospeso tra storia, memoria e alpinismo d’altri tempi, seguito il 30 ottobre da “Notte polare – le terre dell’estremo nord”, viaggio visivo tra le luci e i silenzi dell’Artico e dell’Antartide. Il 6 novembre il programma si sposta sul tema della montagnaterapia con “Madre dei nervi”, che racconta la storia di cinque ragazze tossicodipendenti e il percorso di rinascita vissuto attraverso la montagna.

Il 13 novembre sarà invece la volta de “La frequentazione dell’orso”, documentario dedicato al tema della convivenza tra uomo e fauna selvatica. A chiudere la rassegna, venerdì 20 novembre, sarà “Passo a due – Danza per una montagna fragile”, una riflessione sul delicato equilibrio degli ambienti montani. Le proiezioni, tutte a ingresso gratuito, avranno inizio alle 21. Per informazioni è possibile contattare Gian Luca al numero 347 366 4033.

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